Due assaggi…a cavallo tra Norvegia ed Italia

Da ormai quasi due settimane sono rientrato in Italia e ancora non ho finito di rimettere in ordine tutti i pezzi di quest’ultimo anno e mezzo della mia vita, ma oggi comincio a farlo presentandovi uno degli ultimi vini assaggiati in Norvegia ed uno dei primi gustati dopo esser tornato a casa.

IMG_20170308_204033Il primo è il Rosso di Montepulciano DOC  “Tre Rose“, brand senese riconducibile all’azienda Tienimenti Angelini.

Annata 2015 e 13 gradi alcolici per questo rosso, rubino, limpido ed abbastanza consistente. Sentori floreali (rosa su tutto), speziato ed etereo, ha un naso intenso, abbastanza complesso e con una discreta finezza.

In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, tannico e sapido. E’ ancora giovane e il suo equilibrio è leggermente spostato verso le parti dure. Buono il corpo ed abbastanza persistente, lo potremmo definire “pronto”, anche se sarebbe meglio dargli un paio d’anni per poter evolvere un po’. Polpette al sugo il primo abbinamento che mi verrebbe da suggerire…

Spostiamoci ora nel sud delle Marche per goderci il “Brezzolino”, Falerio DOC della Linea “Pharus” della Cantina Colli Ripani (AP). L’annata provata è la 2013, i gradi alcolici sono 13.

Questo blend di Pecorino, Passerina e Trebbiano si presenta in una bottiglia semplice, con etichetta elegante e controetichetta curata. Non a caso l’Azienda si aggiudica spesso premi anche per le sue etichette.

Il vino ha un bel colore giallo paglierino tendente all’oro, brillante e consistente.
Naso complesso, intenso e fine. Sentori di fiori gialli surmaturi, camomilla, erbe.

In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, abbastanza sapido. Buona la spalla acida e l’equilibrio in generale. Discreta anche la consistenza.
Una beva relativamente facile, con una nota amara che ci invoglia ad abbinamenti con salami dolci, tipo il prosciutto Fiocco e tutti quei salumi non troppo salati, o con piatti rustici e saporiti, come una bella frittata di zucchine e cipolle.

E’ il vino giusto da bere in primavera, a tavola con amici, in una bella giornata di sole.

Felloni Spekehus – Salami italiani prodotti in Norvegia

andreasIn questi miei mesi norvegesi ho conosciuto molte persone interessanti, una di queste è un italiano, Andreas Kleven-Felloni, originario di Roma, che ormai si trova in Norvegia da 17 anni.
Andreas, nel 2015, insieme al suo partner Rocco Addona, ha fondato un’azienda, la Felloni Spekehus, che si occupa della produzione di salumi italiani tradizionali. La Felloni Spekehus, che tradotto in italiano significa “Casa dei Salumi Felloni”, ha avuto una rapida crescità grazie alla qualitá dei prodotti che sono molto apprezzati nel mercato della ristorazione: salumi, insaccati, salsicce, prosciutti e chi più ne ha più ne metta…
Perchè sono interessato a questa realtà?
Ovviamente, perché si tratta di un’azienda del settore Food dedicata alla produzione artigianale di prodotti di qualitá, ma anche perché ha un cuore tutto italiano, pur essendo norvegese.

Oggi sono in compagnia di Andreas, uno dei soci fondatori, a cui ho rivolto alcune domande.

fellonispekehus_squared-med-tekstAndreas, qual’è il tuo background culturale?
La mia istruzione universitaria inizia alla Business school di Oslo con un master in Strategia aziendale. Successivamente ho preso 2 specializazzioni: gestione aziendale e revisione dei conti. Nel 2015 ho vinto un corso formativo sponsorizzato dalla confindustria Norvegese come giovane talento straniero, finalizzato allo sviluppo delle propie capacità manageriali.

Quindi nulla a che vedere con l’agroalimentare….come è nata questa idea?
Ho iniziato a lavorare nella ristorazione già subito dopo il Liceo, come lavapiatti, e poi cuoco improvvisato. Ho lavorato 6-7 anni in diversi ristoranti in giro per l’Europa prima di decidere di venire a vivere ad Oslo. Questo mi ha dato un bagaglio formativo che si è rivelato estremamente importante per le scelte che ho potuto fare dopo la Laurea. Insomma mi ha dato una conoscienza ed un network indispensabili per il progetto avviato assieme a Rocco nel 2015.

aqq_0294-1Quali sono le caratteristiche fondamentali dei vostri prodotti ed i punti di forza della vostra attività?
Diciamo che per oggi siamo una piccola produzione artigianale orientata verso ristoranti che vogliono prodotti italiani origianali e tradizionali e che vogliono pagare per la qualitá che ricevono. Nel nostro portafoglio di prodotti, abbiamo salumi fatti con carne di maiali allevati allo stato brado, quindi carne ricercata per la qualitá dell allevemanto, la razza ed il rispetto dei principi ecologici.
Allo stesso tempo produciamo in esclusiva salami e petti d’oca per una cooperativa di fattorie norvegesi che allevano un antica razza d’oche, originaria della Norvegia, che prende il nome della regione di allevamento: Smaalens.
Anche se principalmente produciamo prodotti italiani rispettando i disciplinari, facciamo acnhe altri prodotti dove prendiamo ispirazione da altri paesi sud europei, come, ad esempio, per quanto riguarda l’uso del
pimenton nei salami.

det-handler-omDove si trova lo stabilimento produttivo e quante persone vi lavorano?
Il nostro locale di produzione è ad Årnes e si trova a ca. 55km dalla capitale. Al momento abbiamo 2 dipendenti fissi, a cui abbiamo fornito un training di primo livello che li rende autonomi a produrre la maggior parte dei prodotti, sotto il controllo qualitativo mio o del mio socio Rocco. Nel 2017 avremo la necessità di trovare un terzo dipendente responsabile per la produzione. È possibile che cercheremo in questo caso qualche talento in Italia.

Quali sono i principali mercati, in Norvegia, che attualmente richiedono i vostri prodotti e quali, invece, quelli su cui avete intenzione di puntare nel prossimo futuro?
Oggi il nostro mercato principale è costituito da gli hotel e ristoranti. Nel prossimo futuro ci piacerebbe puntare sul mercato dei consumatori privati, ma questo richiede una rete di distrubuzione che non abbiamo, oppure la formalizzazione di un contratto per la distribuzione dei nostri prodotti da parte di una ditta d’ingrosso alimentare.

Mi sembra, giustamente, di capire che tu sia molto soddisfatto di quanto realizzato in appena due anni. Ora quali sono gli obiettivi aziendali per il prossimo biennio?
A livello finanziario ci siamo proposti di raddoppiare il fatturato del 2017 rispetto a quello del 2016. Per il 2018 ci saranno delle questioni importanti da considerare rispetto la capacità produttiva del nostro attuale locale ed eventualmente aprire delle succursali, difficile poter pronosticare adesso…
Per quanto riguarda il nostro portafoglio di prodotti, abbiamo dei salami monoporzioni in pratiche confezioni, da consumare come snack, che vogliamo introdurre al piú presto perchè riteniamo che possano essere una novità allettante per il mercato Norvegese.
Siamo comunque sempre alla ricerca di prodotti che possano incrementare la domanda su segmenti esistenti e, al contempo, abbiamo un occhio su come riinventare il packaging di alcuni prodotti per poter coprire anche altri segmenti di mercato che promettono margini interessanti.

Personalmente sto conoscendo questi prodotti (davvero niente male!) e, nelle prossime settimane, li andremo a trattare in maniera più approfondita perché è bello pensare che ci siano nostri connazionali che contribuiscono attivamente alla diffusione della Cultura Alimentare anche al di fuori della nostra amata Italia…e chissà che non possa nascerne una bella collaborazione….

Stay tuned!!!

aqq_0356

Amarone della Valpolicella 2012 – Cantine Lamberti

E’ possibile comprare in Norvegia un Amarone della Valpolicella (tra l’altro anche buono), pagandolo circa 25 euro???

La risposta è si. Per qualche strana logica di mercato, a quanto pare è possibile e ringrazio l’amico che me lo ha fatto provare, ma bando alle ciance e andiamo subito a vedere un po’ più da vicino questo vino, prodotto ed imbottigliato dalle Cantine Lamberti.

L’annata è la 2012 ed il titolo alcolometrico dichiarato in bottiglia è di 15,5 gradi.

Alla vista si presenta limpido, di colore rosso rubino tendente al granato e molto consistente.

img_20170226_151940Il naso è intenso,complesso e fine, con sentori di frutti rossi (mora, lampone), spezie (cuoio, liquirizia) ed anche una certa nota eterea. Col passare dei minuti si apre e regala anche qualche sentire floreale (violette).
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, abbastanza tannico, sapido, intenso, persistente, di corpo e fine.
Armonico e pronto, pur avendo sicuramente “nelle gambe” ancora qualche anno di potenziale evoluzione.
E’ un vino da abbinare a piatti aromatici, complessi, a base di carne, ma anche con formaggi ed insaccati stagionati.
Un vino che “fa Domenica”, da stappare in compagnia di amici e gustare davanti ad un bel pacchero di Gragnano con un sugo di pomodoro al ragù bello carico di manzo ed agnello, funghi, carote, sedano ed una abbondante grattuggiata di Parmigiano Reggiano.

Musar Jeune 2013 – Chateau Musar (Libano)

Chateau Musar, un salto in Libano…

Assaggiare un vino di una Nazione che non si ha ancora avuto modo di visitare è un po’ come fare un viaggio virtuale in un Mondo che, magari, è molto lontano dal nostro: oggi vi parlo di un vino che mi ha piacevolmente sorpreso, proveniente da un Paese con antiche tradizioni viticolo-enologiche, ma che, di solito, difficilmente si pensa di gustare.

L’azienda in questione è una delle più antiche e rinomate del Libano: Chateau Musar.
Il vino assaggiato è il “Musar Jeune 2013”, un blend di Cinsault (50%), Syrah (35%) e Cabernet Sauvignon (15%), provenienti dai vigneti, certificati biologici, dalla Bekaa Valley, sita nel Nord-Est del Paese, vendemmiati a Settembre del 2013. Titolo alcolometrico: 14°alcolici. E’ un vino la cui produzione non prevede alcun periodo di maturazione in botti di legno.

Rosso rubino, limpido e consistente alla vista, questo vino ha un naso abbastanza intenso, complesso e fine, con richiami alle famiglie olfattive del fruttato (prugna), del floreale (rosa), dello speziato (pepe, liquirizia) e dell’erbaceo.

img_20170218_221319Al gusto è secco, caldo, abbastanza morbido, fresco, dotato di un tannino leggero e gradevole, abbastanza sapido. Equilibrato ed intenso, è persistente e dotato di buon corpo.
Si fa apprezzare soprattutto per la sua nota leggermente pepata in bocca, anche se a tratti si ha come l’impressione che possa eccedere e diventare leggermente bruciante. Per tal motivo, mi sento di dire che è abbastanza fine ed abbastanza armonico.

E’ un vino da abbinare a piatti complessi, speziati, profumati, come uno spezzatino con piselli ed una spruzzata di tartufo, paste con sughi piccanti, penne all’arrabbiata.

Vino che si può bere anche da soli, in una fredda serata invernale, col camino acceso ed il desiderio di gratificarsi con un piatto sostanzioso ed un vino intrigante da gustarvi assieme…

img_20170218_212030

#CucinandinAllegria – Torta di compleanno: facile da fare, bella da vedere

#CucinandinAllegria – Torta di compleanno: facile da fare, bella da vedere
(By Vanessa)

E’ il compleanno di una persona cara e volete preparare una torta facile da fare, ma anche bella da vedere?

Cucinate con noi!!!

La torta si compone di 3 macro passaggi:
1) preparazione del pan di Spagna,
2) realizzazione della crema Chantilly,
3) preparazione della bagna analcolica per il pan di Spagna.

Ingredienti per il pan di Spagna (in questa ricetta ho realizzato quello classico, senza lievito):
– 90 gr di farina,
– 90 gr di fecola di patate,
– 150 gr di zucchero,
– 6 uova,
– vanillina,
– un pizzico di sale.

Ingredienti per la crema Chantilly (ho realizzato la ricetta originale e non la versione “italianizzata”):
– 250 ml panna fresca liquida,
– 50 gr di zucchero a velo,
– 2 fialette di vaniglia in gocce.

Ingredienti per la bagna analcolica (necessaria per fare in modo che il nostro pan di Spagna assorba bene la crema):
– 200 ml di acqua,
– 100 gr di zucchero,
– 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.

Cominciamo dal pan di Spagna…
Per prima cosa, dividete albumi e tuorli delle uova e metteteli in due ciotole separate;

foto-1

Ora montate i rossi con lo zucchero  e aggiungetevi la farina setacciata, fecola e vanillina.

foto-2
Nell’altra ciotola, montate gli albumi a neve con un pizzico di sale.

Unite quindi i due composti mescolando delicatamente.

Imburrate o ricoprite di carta forno una teglia e versatevi il composto: infornate a 180°C per 35 minuti.

Per essere certi della giusta cottura, infilzate il pan di Spagna con uno stuzzicadenti di legno: se risulterà ancora umido, lasciate in forno per altri 5 minuti.

Ora che il pan di Spagna è pronto lasciatelo raffreddare e mentre aspettate preparate la crema Chantilly (così da ottimizzare i tempi).

Versate la panna in un contenitore, poi con un coltellino ben affilato, tagliate la bacca di vaniglia per la sua lunghezza e, raschiando, togliete dal suo interno i piccoli semini neri: aggiungete bacca e semini alla panna, chiudete il contenitore con un coperchio e ponetelo in frigorifero per tutta la notte. foto-13

L’indomani, filtrate la panna con un telo di lino o cotone, poi versatela in una ciotola alta e stretta e montatela con uno sbattitore; appena la panna sarà montata, sempre sbattendo, aggiungete gradatamente lo zucchero al velo.

Per la preparazione della crema Chantilly, si raccomanda di usare panna freschissima e di ottima qualità.
Se volete, per accelerare la preparazione delle crema Chantilly, al posto della bacca di vaniglia che prevede una lunga infusione nella panna, potete usare direttamente 1 bustina di vanillina o dell’aroma di vaniglia in gocce.

foto-12

Va da sé che l’aroma della crema Chantilly, con l’utilizzo degli aromi chimici, non sarà paragonabile al profumo rilasciato della bacca di vaniglia, ma, ovviamente, riduce drasticamente i tempi (ed è più facile da reperire in commercio).

Finita di preparare la crema, lasciatela riposare mentre preparate la bagna analcolica per il pan di spagna.

Il pan di Spagna per poter essere usato come base per la vostra torta decorata da solo non basta! Deve essere reso soffice con una bagna, ossia un caramello leggerissimo che il pan di Spagna assorbirà!

Il segreto per una bagna perfetta? Bilanciare correttamente gli ingredienti per avere una bagna leggera e allo stesso tempo aromatica, che arricchisca il sapore della torta senza renderla pesante o eccessivamente dolce!

Versate l’acqua in un pentolino con lo zucchero e lasciatela a fiamma alta fino a quando lo zucchero non si sarà completamente sciolto.

Toglietelo dal fuoco e lasciate raffreddare prima di usarlo per bagnare la torta.
Quando anche la bagna sarà pronta, potrete procedere ad assemblare la vostra torta (come vedete nessun tempo morto).

Tagliate in 2 il pan di spagna, bagnatelo con la bagna e cominciate a farcire con la crema Chantilly.

Chiudete il pan di spagna e ricopritelo completamente con la crema che vi servirà anche come collante per le decorazioni finali.

Ora potete sbizzarrirvi come più vi piace. Io ho recintato tutta la torta con dei bastoncini di cioccolata e decorato la parte superiore con dei cioccolatini al latte e fondenti fissando il tutto con un nastro decorativo.

Se deciderete sul serio di provare a fare questa ricetta, mandateci le vostre foto direttamente sulla nostra pagina Facebook: non vediamo l’ora di vederle e pubblicarle!!