Felloni Spekehus – Salami italiani prodotti in Norvegia

andreasIn questi miei mesi norvegesi ho conosciuto molte persone interessanti, una di queste è un italiano, Andreas Kleven-Felloni, originario di Roma, che ormai si trova in Norvegia da 17 anni.
Andreas, nel 2015, insieme al suo partner Rocco Addona, ha fondato un’azienda, la Felloni Spekehus, che si occupa della produzione di salumi italiani tradizionali. La Felloni Spekehus, che tradotto in italiano significa “Casa dei Salumi Felloni”, ha avuto una rapida crescità grazie alla qualitá dei prodotti che sono molto apprezzati nel mercato della ristorazione: salumi, insaccati, salsicce, prosciutti e chi più ne ha più ne metta…
Perchè sono interessato a questa realtà?
Ovviamente, perché si tratta di un’azienda del settore Food dedicata alla produzione artigianale di prodotti di qualitá, ma anche perché ha un cuore tutto italiano, pur essendo norvegese.

Oggi sono in compagnia di Andreas, uno dei soci fondatori, a cui ho rivolto alcune domande.

fellonispekehus_squared-med-tekstAndreas, qual’è il tuo background culturale?
La mia istruzione universitaria inizia alla Business school di Oslo con un master in Strategia aziendale. Successivamente ho preso 2 specializazzioni: gestione aziendale e revisione dei conti. Nel 2015 ho vinto un corso formativo sponsorizzato dalla confindustria Norvegese come giovane talento straniero, finalizzato allo sviluppo delle propie capacità manageriali.

Quindi nulla a che vedere con l’agroalimentare….come è nata questa idea?
Ho iniziato a lavorare nella ristorazione già subito dopo il Liceo, come lavapiatti, e poi cuoco improvvisato. Ho lavorato 6-7 anni in diversi ristoranti in giro per l’Europa prima di decidere di venire a vivere ad Oslo. Questo mi ha dato un bagaglio formativo che si è rivelato estremamente importante per le scelte che ho potuto fare dopo la Laurea. Insomma mi ha dato una conoscienza ed un network indispensabili per il progetto avviato assieme a Rocco nel 2015.

aqq_0294-1Quali sono le caratteristiche fondamentali dei vostri prodotti ed i punti di forza della vostra attività?
Diciamo che per oggi siamo una piccola produzione artigianale orientata verso ristoranti che vogliono prodotti italiani origianali e tradizionali e che vogliono pagare per la qualitá che ricevono. Nel nostro portafoglio di prodotti, abbiamo salumi fatti con carne di maiali allevati allo stato brado, quindi carne ricercata per la qualitá dell allevemanto, la razza ed il rispetto dei principi ecologici.
Allo stesso tempo produciamo in esclusiva salami e petti d’oca per una cooperativa di fattorie norvegesi che allevano un antica razza d’oche, originaria della Norvegia, che prende il nome della regione di allevamento: Smaalens.
Anche se principalmente produciamo prodotti italiani rispettando i disciplinari, facciamo acnhe altri prodotti dove prendiamo ispirazione da altri paesi sud europei, come, ad esempio, per quanto riguarda l’uso del
pimenton nei salami.

det-handler-omDove si trova lo stabilimento produttivo e quante persone vi lavorano?
Il nostro locale di produzione è ad Årnes e si trova a ca. 55km dalla capitale. Al momento abbiamo 2 dipendenti fissi, a cui abbiamo fornito un training di primo livello che li rende autonomi a produrre la maggior parte dei prodotti, sotto il controllo qualitativo mio o del mio socio Rocco. Nel 2017 avremo la necessità di trovare un terzo dipendente responsabile per la produzione. È possibile che cercheremo in questo caso qualche talento in Italia.

Quali sono i principali mercati, in Norvegia, che attualmente richiedono i vostri prodotti e quali, invece, quelli su cui avete intenzione di puntare nel prossimo futuro?
Oggi il nostro mercato principale è costituito da gli hotel e ristoranti. Nel prossimo futuro ci piacerebbe puntare sul mercato dei consumatori privati, ma questo richiede una rete di distrubuzione che non abbiamo, oppure la formalizzazione di un contratto per la distribuzione dei nostri prodotti da parte di una ditta d’ingrosso alimentare.

Mi sembra, giustamente, di capire che tu sia molto soddisfatto di quanto realizzato in appena due anni. Ora quali sono gli obiettivi aziendali per il prossimo biennio?
A livello finanziario ci siamo proposti di raddoppiare il fatturato del 2017 rispetto a quello del 2016. Per il 2018 ci saranno delle questioni importanti da considerare rispetto la capacità produttiva del nostro attuale locale ed eventualmente aprire delle succursali, difficile poter pronosticare adesso…
Per quanto riguarda il nostro portafoglio di prodotti, abbiamo dei salami monoporzioni in pratiche confezioni, da consumare come snack, che vogliamo introdurre al piú presto perchè riteniamo che possano essere una novità allettante per il mercato Norvegese.
Siamo comunque sempre alla ricerca di prodotti che possano incrementare la domanda su segmenti esistenti e, al contempo, abbiamo un occhio su come riinventare il packaging di alcuni prodotti per poter coprire anche altri segmenti di mercato che promettono margini interessanti.

Personalmente sto conoscendo questi prodotti (davvero niente male!) e, nelle prossime settimane, li andremo a trattare in maniera più approfondita perché è bello pensare che ci siano nostri connazionali che contribuiscono attivamente alla diffusione della Cultura Alimentare anche al di fuori della nostra amata Italia…e chissà che non possa nascerne una bella collaborazione….

Stay tuned!!!

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Amarone della Valpolicella 2012 – Cantine Lamberti

E’ possibile comprare in Norvegia un Amarone della Valpolicella (tra l’altro anche buono), pagandolo circa 25 euro???

La risposta è si. Per qualche strana logica di mercato, a quanto pare è possibile e ringrazio l’amico che me lo ha fatto provare, ma bando alle ciance e andiamo subito a vedere un po’ più da vicino questo vino, prodotto ed imbottigliato dalle Cantine Lamberti.

L’annata è la 2012 ed il titolo alcolometrico dichiarato in bottiglia è di 15,5 gradi.

Alla vista si presenta limpido, di colore rosso rubino tendente al granato e molto consistente.

img_20170226_151940Il naso è intenso,complesso e fine, con sentori di frutti rossi (mora, lampone), spezie (cuoio, liquirizia) ed anche una certa nota eterea. Col passare dei minuti si apre e regala anche qualche sentire floreale (violette).
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, abbastanza tannico, sapido, intenso, persistente, di corpo e fine.
Armonico e pronto, pur avendo sicuramente “nelle gambe” ancora qualche anno di potenziale evoluzione.
E’ un vino da abbinare a piatti aromatici, complessi, a base di carne, ma anche con formaggi ed insaccati stagionati.
Un vino che “fa Domenica”, da stappare in compagnia di amici e gustare davanti ad un bel pacchero di Gragnano con un sugo di pomodoro al ragù bello carico di manzo ed agnello, funghi, carote, sedano ed una abbondante grattuggiata di Parmigiano Reggiano.

Musar Jeune 2013 – Chateau Musar (Libano)

Chateau Musar, un salto in Libano…

Assaggiare un vino di una Nazione che non si ha ancora avuto modo di visitare è un po’ come fare un viaggio virtuale in un Mondo che, magari, è molto lontano dal nostro: oggi vi parlo di un vino che mi ha piacevolmente sorpreso, proveniente da un Paese con antiche tradizioni viticolo-enologiche, ma che, di solito, difficilmente si pensa di gustare.

L’azienda in questione è una delle più antiche e rinomate del Libano: Chateau Musar.
Il vino assaggiato è il “Musar Jeune 2013”, un blend di Cinsault (50%), Syrah (35%) e Cabernet Sauvignon (15%), provenienti dai vigneti, certificati biologici, dalla Bekaa Valley, sita nel Nord-Est del Paese, vendemmiati a Settembre del 2013. Titolo alcolometrico: 14°alcolici. E’ un vino la cui produzione non prevede alcun periodo di maturazione in botti di legno.

Rosso rubino, limpido e consistente alla vista, questo vino ha un naso abbastanza intenso, complesso e fine, con richiami alle famiglie olfattive del fruttato (prugna), del floreale (rosa), dello speziato (pepe, liquirizia) e dell’erbaceo.

img_20170218_221319Al gusto è secco, caldo, abbastanza morbido, fresco, dotato di un tannino leggero e gradevole, abbastanza sapido. Equilibrato ed intenso, è persistente e dotato di buon corpo.
Si fa apprezzare soprattutto per la sua nota leggermente pepata in bocca, anche se a tratti si ha come l’impressione che possa eccedere e diventare leggermente bruciante. Per tal motivo, mi sento di dire che è abbastanza fine ed abbastanza armonico.

E’ un vino da abbinare a piatti complessi, speziati, profumati, come uno spezzatino con piselli ed una spruzzata di tartufo, paste con sughi piccanti, penne all’arrabbiata.

Vino che si può bere anche da soli, in una fredda serata invernale, col camino acceso ed il desiderio di gratificarsi con un piatto sostanzioso ed un vino intrigante da gustarvi assieme…

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#CucinandinAllegria – Torta di compleanno: facile da fare, bella da vedere

#CucinandinAllegria – Torta di compleanno: facile da fare, bella da vedere
(By Vanessa)

E’ il compleanno di una persona cara e volete preparare una torta facile da fare, ma anche bella da vedere?

Cucinate con noi!!!

La torta si compone di 3 macro passaggi:
1) preparazione del pan di Spagna,
2) realizzazione della crema Chantilly,
3) preparazione della bagna analcolica per il pan di Spagna.

Ingredienti per il pan di Spagna (in questa ricetta ho realizzato quello classico, senza lievito):
– 90 gr di farina,
– 90 gr di fecola di patate,
– 150 gr di zucchero,
– 6 uova,
– vanillina,
– un pizzico di sale.

Ingredienti per la crema Chantilly (ho realizzato la ricetta originale e non la versione “italianizzata”):
– 250 ml panna fresca liquida,
– 50 gr di zucchero a velo,
– 2 fialette di vaniglia in gocce.

Ingredienti per la bagna analcolica (necessaria per fare in modo che il nostro pan di Spagna assorba bene la crema):
– 200 ml di acqua,
– 100 gr di zucchero,
– 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.

Cominciamo dal pan di Spagna…
Per prima cosa, dividete albumi e tuorli delle uova e metteteli in due ciotole separate;

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Ora montate i rossi con lo zucchero  e aggiungetevi la farina setacciata, fecola e vanillina.

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Nell’altra ciotola, montate gli albumi a neve con un pizzico di sale.

Unite quindi i due composti mescolando delicatamente.

Imburrate o ricoprite di carta forno una teglia e versatevi il composto: infornate a 180°C per 35 minuti.

Per essere certi della giusta cottura, infilzate il pan di Spagna con uno stuzzicadenti di legno: se risulterà ancora umido, lasciate in forno per altri 5 minuti.

Ora che il pan di Spagna è pronto lasciatelo raffreddare e mentre aspettate preparate la crema Chantilly (così da ottimizzare i tempi).

Versate la panna in un contenitore, poi con un coltellino ben affilato, tagliate la bacca di vaniglia per la sua lunghezza e, raschiando, togliete dal suo interno i piccoli semini neri: aggiungete bacca e semini alla panna, chiudete il contenitore con un coperchio e ponetelo in frigorifero per tutta la notte. foto-13

L’indomani, filtrate la panna con un telo di lino o cotone, poi versatela in una ciotola alta e stretta e montatela con uno sbattitore; appena la panna sarà montata, sempre sbattendo, aggiungete gradatamente lo zucchero al velo.

Per la preparazione della crema Chantilly, si raccomanda di usare panna freschissima e di ottima qualità.
Se volete, per accelerare la preparazione delle crema Chantilly, al posto della bacca di vaniglia che prevede una lunga infusione nella panna, potete usare direttamente 1 bustina di vanillina o dell’aroma di vaniglia in gocce.

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Va da sé che l’aroma della crema Chantilly, con l’utilizzo degli aromi chimici, non sarà paragonabile al profumo rilasciato della bacca di vaniglia, ma, ovviamente, riduce drasticamente i tempi (ed è più facile da reperire in commercio).

Finita di preparare la crema, lasciatela riposare mentre preparate la bagna analcolica per il pan di spagna.

Il pan di Spagna per poter essere usato come base per la vostra torta decorata da solo non basta! Deve essere reso soffice con una bagna, ossia un caramello leggerissimo che il pan di Spagna assorbirà!

Il segreto per una bagna perfetta? Bilanciare correttamente gli ingredienti per avere una bagna leggera e allo stesso tempo aromatica, che arricchisca il sapore della torta senza renderla pesante o eccessivamente dolce!

Versate l’acqua in un pentolino con lo zucchero e lasciatela a fiamma alta fino a quando lo zucchero non si sarà completamente sciolto.

Toglietelo dal fuoco e lasciate raffreddare prima di usarlo per bagnare la torta.
Quando anche la bagna sarà pronta, potrete procedere ad assemblare la vostra torta (come vedete nessun tempo morto).

Tagliate in 2 il pan di spagna, bagnatelo con la bagna e cominciate a farcire con la crema Chantilly.

Chiudete il pan di spagna e ricopritelo completamente con la crema che vi servirà anche come collante per le decorazioni finali.

Ora potete sbizzarrirvi come più vi piace. Io ho recintato tutta la torta con dei bastoncini di cioccolata e decorato la parte superiore con dei cioccolatini al latte e fondenti fissando il tutto con un nastro decorativo.

Se deciderete sul serio di provare a fare questa ricetta, mandateci le vostre foto direttamente sulla nostra pagina Facebook: non vediamo l’ora di vederle e pubblicarle!!

#DegustazionItineranti – Brunello di Montalcino DOCG 2011 “Pieve Santa Restituta” – Gaja

#DegustazionItineranti – Brunello di Montalcino DOCG 2011 “Pieve Santa Restituta” Gaja
di Alessandro Serenellini

Oggi voglio condividere con voi una mia veloce recensione su un vino bevuto pochi giorni fa assieme ad alcuni amici in un ristorante in Toscana. Non ho potuto fare un’analisi schematica come le precedenti, ma comunque voglio farvi partecipi di questa mie esperienza.

Come spesso capita, scelte le portate per la cena, l’onere della selezione del vino è toccato (molto volentieri) a me. Premetto subito che il ristorante, ubicato nel centro storico della “mia” bellissima Firenze, offre cucina tipica toscana e propone una carta dei vini con una vasta (ma, a parer mio, un po’ noiosa) gamma di vini del territorio.

Un amico suggerisce una bottiglia, molto buona per carità, di Brunello che, però, conoscevo molto bene e non mi ispirava, così ho deciso di provare a dare un tocco di originalità alla serata e provare qualcosa di più interessante, cercando sempre di rimanere dentro i canoni della tradizione toscana.

Sempre all’interno sezione dei Brunelli trovo un vino di uno dei produttori più famosi del Mondo, non tanto per il Sangiovese quanto per il Nebbiolo: Gaja. Prezzo in carta della bottiglia: 60 euro.

Decidiamo per questo Brunello di Montalcino DOCG 2011 (si, giovane, lo so!) “Pieve Santa Restituta”, che si fa notare subito per la bella etichetta dorata che un po’ rimanda ad una realtà che è stata il simbolo di una parte della toscana: il Chianti di Dievole. Senza ulteriori indugi, andiamo ad analizzare questa bellezza…

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Un vino rosso rubino brillante con ancora poca tendenza al granato e consistente. Diamogli il tempo di ossigenarsi un po’ nel calice e passiamolo al naso: intenso, complesso, fine, con sentori floreali e fruttati di viola mammola, ribes nero, amarena, mora e frutti neri tutti tendenti alla confettura, oltre ad accenni di pepe nero e liquirizia.

La bocca invece, secondo me, perde un po’ la complessita riscontrata al naso, pur confermando di essere un vino secco, caldo, morbido, fresco, tannico, sapido, equilibrato, intenso, persistente e fine.

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Detto questo potrebbe sembrare un prodotto che segue alla lettera gli standard, ma personalmente sono rimasto sorpreso e molto contento di questa scelta per un paio di motivi: il primo è la sua freschezza, un po’ atipica per questo vino, ma sinceramente ben accetta da parte mia; il secondo è il tannino: levigatissimo e quasi impercettibile, in contrasto con la giovane età del vino.

In conclusione un vino di corpo, tra il giovane ed il maturo ma con enormi margini di miglioramento, anche se, a mio avviso, già armonico.

Bottiglia sprecata per una bistecca alla fiorentina, ma sicuramente valida per uno stufato peposo all’imprunetina o uno spezzatino di cinghiale.

Ultimo consiglio: se doveste decidere di acquistarlo oggi, mi raccomando: almeno 2 bottiglie. Una da gustare adesso e l’altra da mettere a riposo in cantina.

Mizzica Grillo 2015 – Vinoli82

Agli inizi di Febbraio di quest’anno ho avuto finalmente modo di assaggiare, assieme ad un amico, una delle 2.000 bottiglie di Mizzica Grillo, annata 2015, dell’Azienda Vinoli82.
Condivido con voi le mie riflessioni per far capire il lavoro e la difficoltà dietro ad un vino, specialmente per un giovane e piccolissimo produttore siciliano.
Mizzica Grillo
Annata: 2015
Gradazione alcolica: 12 °Alc.

Il vino si presenta cristallino, di colore giallo paglierino tenue, abbastanza consistente.
Il naso è abbastanza intenso e complesso: mela verde, pesca bianca, fiori bianchi leggeri, mandorla, noce.
In bocca è secco, caldo, morbido, abbastanza fresco, abbastanza sapido. Il vino risulta non particolarmente equilibrato poichè viene un po’ a mancare nella freschezza. Qui capiamo quanto sia difficile realizzare, soprattutto in zone molto calde, un bianco dotato di una bella acidità. In generale è abbastanza fine ed abbastanza armonico.
I vigneti da cui provengono queste uve si trovano nel trapanese, a 150 m.s.l.m. e sono anche battuti dallo scirocco, che quindi tende ad asciugare i grappoli, costringendo ad anticipare il periodo della vendemmia, con una maturazione fenolica delle uve non sempre perfetta.
L’annata 2015 di questo vino, non regala particolari emozioni in bocca e non regge bene il confronto con un pesce (in questo caso baccalà norvegese) al forno, con patate, olive e pomodorini.
Molto meglio in abbinamento con formaggi (tipo caciotte o pecorino) a media stagionatura.
Se ne consiglia il servizio a temperature attorno ai 4-8 °C.

Roma: 4 e 5 Marz0 2017 – Sesta edizione di Spirit of Scotland

Roma, 4 e 5 marzo 2017
c/o Salone delle Fontane all’Eur
(Via Ciro il Grande, 10)

Sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival: appuntamento per appassionati, neofiti e professionisti del whisky con eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, ospiti internazionali, cocktail bar, tornei tra bartender, area gourmet e tanto altro…

Imperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival è un evento ricco di eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri affidati ad esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “single malt”. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky consultants, Pino Perrone e la scozzese Rachel Rennie. La scorsa edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival ha attratto oltre 4mila visitatori, appassionati e neofiti e riunito operatori ed esperti nazionali e internazionali, con oltre 200 brand presenti, 10 masterclass, 5 seminari mixology e 10 guests internazionali del settore presenti.

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La sesta edizione del 2017 presenterà masterclass di brand quali Isla of Jura, Dalmore e Wemyss Malt. Tra gli ospiti del mondo della miscelazione, che terranno un seminario, figurano Erick Lorincz, Head Bartender dell’American bar del Savoy Hotel di Londra; Filippo Sisti, barman di Carlo Cracco e bartender internazionale; Fabio Bacchi, bartender, bar manager e fondatore ed editore del magazine specialistico BarTales e i bartenders dell’Oriole cocktail Bar di Londra, capitanato da Luca Cinalli e Gabriele Manfredi. Altro seminario previsto, Mezcal Vs Whiskey(y), che vedrà, in una sorta di scontro a quattro, rispettivamente Roberto Artusio e Cristian Bugiada dell’Agaveria La Punta da una parte e Antonio Parlapiano del Jerry Thomas e Pino Perrone, whisky consulting del Festival dall’altra. All’interno del Festival nella giornata di sabato 4 marzo si terrà la Balan & Partners Mixology Contest, torneo ad eliminazione diretta in cui 8 bartender selezionati da una Giuria di eccezione, tra coloro che avranno inviato la propria candidatura, si contenderanno il titolo a suon di cocktails. Gli 8 bartender si sfideranno proponendo delle preparazioni realizzate utilizzando distillati presenti a Portafoglio Balan combinandoli con ingredienti di loro gradimento. Primo Premio di mille euro per il primo classificato.

Tra i cocktail bar dell’area mixology che presenzieranno: Jerry Thomas Project; Argot; Freni & Frizioni; Madeleine; Propaganda e Litro. All’interno del salone sarà allestito uno spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare portate da un collezionista e amatore del settore che ha lavorato anche a Londra per Whisky Auction. In occasione del Festival verrà presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata, di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, che sarà naturalmente in vendita presso lo shop. Non solo drink al festival: è prevista anche un’area gourmet e degli abbinamenti con il whisky, dalle ostriche al salmone scozzese, dal cioccolato all’haggis, con la ricostruzione di un vero e proprio pub in stile scozzese con tanto di spine. Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte dell’altra, Rachel Rennie ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. Oggi la compagine è allargata con l’arrivo di Pino Perrone, Emiliano CapobiancoAndrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo.

La sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival è realizzata grazie alle partnership di: Visit Scotland (Ente del Turismo Scozzese) – Partner Istituzionali Italia / Scozia; Italian Chamber of Commerce for UK – Partner Istituzionale; Glencairn Glass – Glass Official Partner; Tiuk Travel – Travel Agency Partner.

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Biglietto:
Intero: 10 euro – con cui si ha diritto al bicchiere serigrafato del Festival, alla racchetta porta bicchiere e alla Guida.

Ridotto: 7 euro – per accompagnatori che non bevono o per i bambini sopra i 12 anni e non prevede le upgrades del biglietto intero.
Le
degustazioni saranno a pagamento e il sistema sarà quello dei gettoni del valore di 1 euro ciascuno. Il prezzo di ciascuna degustazione sarà a discrezione di ciascun espositore.


Per ulteriori informazioni:

www.spiritofscotland.it
info@spiritofscotland.it
tel. 06 50081251

Ufficio Stampa:

Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it

#RadiniRecensioni – Un Master ALMA su questo blog!!

Capita spesso di incontrare persone molto piene di sé, che pur senza avere validi motivi per esserlo, non perdono l’occasione per ostentare una qualche ipotetica superiorità… Allo stesso modo, capita anche di incontrare persone veramente capaci che, con grande umiltà, non si montano la testa e vanno avanti per la loro strada, senza darsi arie.

In occasione del mio ultimo rientro in Italia, per le festività natalizie, ho avuto modo di incontrare un ex collega dei corsi sommelier, jesino come me, che nel Luglio 2016 ha conseguito il prestigioso (quanto impegnativo) Master ALMA-AIS.

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Federico Radini ha 47anni, Diplomato, in gioventu, Perito tecnico in Telecomunicazioni e, successivamente, sommelier AIS dal 2014, proprio come me.

Davanti ad una birra è nata così l’idea di rendere più “organiche” le sue riflessioni sul mondo del vino (e non solo), costruendo una nuove rubrica: le RadiniRecensioni.

Federico, come nasce la passione per il mondo Food & Beverage?

Sono sempre stato appassionato del buon mangiare e bere, inizialmente più del primo, di più facile approccio, anche se poi bisogna sviluppare la sensibilità per carpire i segreti della cucina ma soprattutto dei singoli elementi. Vi confesso che le prime esperienze food, sono state delle degustazioni che tenevo a Moena, dove per un negozio di prodotti locali, guidavo nel tardo pomeriggio gli assaggi di alcuni formaggi locali, tra cui il fatidico “Puzzone di Moena” ! Beh, la soddisfazione più bella era rivedere, durante gli ultimi giorni della settimana, prima del rientro a casa, i vari ospiti degli alberghi, tornare a fare acquisti proprio di quei formaggi assaggiati in precedenza. Successivamente, nel 2012, ho iniziato il mio avvicinamento al mondo della sommellerì per cercare di apprezzare, almeno così credevo allora, i vini che più m’incuriosivano e piacevano. Come potete ben capire, con l’andar dei corsi AIS, sono andato ben oltre…

Hai, a mio avviso, uno stile sintetico ed asciutto, ma tu, in poche parole, come ti descriveresti?

Sincero e passionale! Sì, Raffaello, hai centrato molto bene il mio attuale stile, anche se sto provando ad affinarlo migliorando il linguaggio, che cerco di tenere sempre molto immediato e semplice, in modo da riuscire a trasmettere in  poche parole l’emozione di un assaggio, di un incontro in cantina con il vignaiolo o la bellezza di una vigna: chi mi legge deve poter rivivere con immediatezza tutto ciò che io ho vissuto. In poche parole, voglio anche trasmettere le emozioni e rendere protagonista chi per mesi e mesi, si prende cura delle vigne, della cantina, che teme la grandine o spera che arrivi la pioggia nel momento giusto o che, semplicemente, vada tutto bene, per arrivare alla vendemmia ed aspettare con impazienza l’assaggio dei primi mosti, dei primi vini da mettere in bottiglia, e ricominciare da capo ogni stagione… Come dice il titolo di un simpaticissimo film <<Io speriamo che me la cavo>> !

14212602_10210319834540606_7138918564266366080_nGrazie alla tua passione prima, al Master ALMA-AIS poi ed ora al desiderio di riuscire a trasformare tutto ciò che hai appreso in un vero e proprio lavoro, stai girando sempre più per l’Italia, confrontandoti con numerosi produttori e ristoratori. Che cosa ti piace e cosa, invece, vorresti cambiare dell’Italia?

Dell’Italia amo tutto, più giro per vigne e luoghi rurali e sempre più mi commuovo nel vedere paesaggi unici, spettacolari che regalano delle emozioni a volte indescrivibili. Vorrei poter cambiare la sensibilità di molti, che sta scemando verso l’insensibilità, complici i mille impegni, pensieri e preoccupazioni che ci portano a trascurare queste bellezze uniche che abbiamo e che saranno il nostro futuro. Fabbriche e industrie ci saranno, ma in misura minore, e per questo dovremo attingere ad altre risorse: turismo ed enogastronomia.

Federico, qual’è secondo te, la criticità principale delle Aziende Marchigiane?

Come marchigiani siamo per natura molto riservati e schivi, perciò non diamo subito confidenza e prima di aprirci facciamo fatica, perdendo delle volte le opportunità che ci si propongono. Le dimensioni delle Aziende, molte volte piccole e a conduzione familiare, ma con dei prodotti d’eccellenza, sono un altro aspetto critico: ogni piccolo investimento, infatti, rappresenta spesso un grosso sacrificio e questo rende ogni decisione sofferta, specie se non si percepiscono riscontri immediati. Si tende, così, a rimandare a tempi migliori, che forse non arriveranno mai o quando arriveranno, sarà ormai troppo tardi… A volte, inoltre, ho come l’impressione che si tenda a non credere nei nostri prodotti e territori, sminuendoli.

E qual’è, invece, la tua idea per cercare di superare questi limiti?

Aprirsi di più: meno timidezza ed essere più attivi nel cercare nuove occasioni, ovunque esse siano, iniziando in Italia e guardando senza indugi e timori anche all’estero. Maggior collaborazione tra tutti i vari soggetti che ruotano intorno all’enoturismo, l’esclusività serve a poco, frammenta e indebolisce. Credere nei nostri territori e prodotti, non solo quando accadono terremoti e cataclismi vari, che però hanno avuto la capacità di risvegliare un senso d’orgoglio e di apprezzamento per la propria terra, dimenticata nella vita quotidiana e riscoperta in queste circostanze.

Di cosa ci parlerai nella prima “puntata” della tua rubrica?

ALMA! Una splendida esperienza che ha cambiato totalmente il mio approccio al vino.

10561709_10206852945630550_5170179745561309069_nTi aspettiamo con ansia allora e, nel frattempo, qual’è il tuo consiglio per la Festa di San Valentino? Con cosa suggerireristi a due innamorati di brindare?

Festeggiate! Festeggiate comunque l’amore, che sia con la vostra amante, compagna, amica, fidanzata o moglie. Beh se ne avete più di una… sarà impegnativo festeggiare e accontentare tutte, ma ne vale la pena e sicuramente ne gioverete in salute! Bollicine! Perché già a vederle, le bollicine, fanno festa, mettono allegria e contemporaneamente solleticano l’olfatto inebriando i pensieri per quella serata e stuzzicano il palato… tra un bacio e l’altro.

Che bere? Giocando in casa, Verdicchio Metodo Classico o anche Charmat, poi abbiamo delle belle Passerine (maschietti, non equivocate subito, che già vi vedo sorridere sornioni!) e sta crescendo sempre più l’interesse anche per il Ribona (alias Maceratino). Inoltre non possiamo trascurare i grandi classici: il Trento Metodo Classico oppure il Franciacorta. Intramontabile anche lo Champagne! Ad ognuno i suoi gusti…!

Ci uniamo a te, Federico, per augurare un buon San Valentino a tutti i nostri follower!!

Oslo Vinfestival 2017 – Settima edizione

Si è appena conclusa una sontuosa tre giorni di “immersione” nel mondo del Vino qui ad Oslo, per la settima edizione dell’Oslo Vinfestival, manifestazione che sta crescendo di anno in anno, coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende, importatori, addetti ai lavori, curiosi, appassionati e sommelier.

Dal 3 al 5 Febbraio, il quartiere di Tjuvholmen è stato il cuore pulsante della Oslo che ama il vino, con una bella esposizione di vini da tutto il mondo, nelle giornate di venerdì e sabato, e con un’avvincente competizione per decretare il miglior sommelier della Scandinavia, domenica pomeriggio.

Una ghiotta occasione per numerosi importatori di promuovere alcuni dei loro vini presenti all’interno del Vinmonopolet e un’ottima opportunità per fare un po’ il “giro del mondo” senza doversi spostare dal cuore di Oslo.

Ecco la lista di tutti i produttori che sono stati proposti durante le prime due giornate di manifestazione:

img_20170204_183042Bache Gabrielsen Cognac
Roland Champion Champagne
Domaine Jean Touzot (Macon Village)
Meleto (Chianti Classico)

Moet & Chandon

Campo Viejo
Pazo de Villarei

Louis Roederer (Champagne)
Abbazia (Prosecco)
Delapierre (Cava)
Fresita (Chile)
Philipp Kuhn (Germany)
Charles Smith Wines (Washington)
Zonnebloem (South Africa)
Casal Garcia (Vinho verde doc)
Ravenswood (California)
Cave de Turckheim (Alsace)
Finca Manzanos (Rioja)

img_20170204_181720Villa Borghetti (Valpolicella)
Cecilia Beretta (Valpolicella)
Speri (Valpolicella)
Lorenzo Nifo Sarrapocchiello (Ponte – BN – Italy)
André Brunel (Cotes du Rhone)

Bodega Faustino (Rioja)
Recorrido Itata (Chile)

Dr. Henry John Lindeman (Australia but with a Puglia IGT red wine too)
Penfold Wines Road Magill SA (Australia)
Matua Wines (New Zeland)
Henri Bourgeois (France)
Clos Henri (New Zeland)

Barefoot cellars (Modesto, California)
Miguel Torres (Spain)
Reh Kendermann GmbH Weinkelkerei, Black tower (Germany)

André Delorn (France)
Henriot (France)
Domaine William Fevre (France)

Huber-Verderau (France)img_20170204_174902
STK Gutsabfullung Sattlerhof GmbH (Austria)
Lalama Dominio Do Bibei (Spain)
Barone Ricasoli (Italy)
Alamos (Argentina)
Dr. Loosen (Germany)

Masi Agricola S.p.A. (Italy)
Odfjell Vineyards Padre Hurtado (Chile)
Lagar de Fornelos (Spain)
Espelt Viticultors (Spain)
Bodegas Gran Feudo (Spain)
Bodega Santa Julia (Argentina)
Wongraven wines (Italy)
Miopasso Italia The Wine People Srl
Von Winning Gmbh
Marchesi Carboni (Campania)
Blanc Foussy (France)

img_20170203_180401Chateauneuf-du-pape (vaucluse) (France)
Laroche
Pietro di Campo (Italy)
Francois Lurton (France)
Zanni Valpolicella (Italy)

Jose Maria da Fonseca (Portugal)
Bottega Spa Godega di Sant’Urbano (Italy)
Priocca da Ricossa (Italy)
Gabriel Meffre (France)
Banfi (Italy)
Vinergia (Spain)
Georg Breuer (Germany)
Castellblanch sau (Spain)
Old coach road (New Zealand)
Viña Cono Sur (Chile)

E. Michel (France)
Bodega Argento (Argentina)
Altareggia (Italy)
Baron Aimé (France)
Foucher (France)
Chioccioli (Italy)
Giannoni Fabbri (Italy)
Charles & Charles (Washington)

La Monacesca (Italy)
Loxarel (Spain)
Musella Agricola (Italy)img_20170203_191431
Jaffelin (France)
Domaine Jean Monnier & Fils (France)
Schwedhelm (Germany)
Veuve Ambal (France)

Bodegas Bentomiz (Spain)
Scarzello Giorgio e Figli (Italy)
Mas conscience (France)
Boffa (Italy)
Petrucca e Vela (Italy)
Capuano Ferreri (France)
Laderas de Cabama (Spain)
Quinta do Portal (Portugal)

Bodega Mustiguillo (Spain)
Matsu (Spain)
Siegrist (Germany)

Sicuramente l’anno prossimo bisognerà pensare ad uno spazio ancor più grande per ospitare sia gli espositori che il pubblico, sempre più numeroso.

img_20170203_184408Personalmente ho avuto il piacere di ritrovare prodotti di aziende che già conoscevo (“La Monacesca” delle Marche e l’abruzzese “Villa Reale”), ma anche di scoprire qualche interessante Champagne (su tutti “E. Michel”) ed un eccellente Moscatel de Setubal Portoghese (“Josè Maria Da Fonseca”).

All’interno del Latter, sempre ad Aker Brygge, invece, Domenica 5 si è tenuta la giornata conclusiva della manifestazione, durante la quale altri produttori vitivinicoli hanno esposto i propri prodotti, in attesa degli eventi clou del festival: le competizioni per decretate il miglior sommelier junior ed il miglior sommelier senior della Scandinavia.

Ho assistito con piacere alla competizione dei Senior, che ha visto anche un italiano (Fancesco Marzola) in gara e proprio nella rosa dei tre finalisti.

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Per prima cosa, uno alla volta, i sommelier hanno dovuto assaggiare 5 vini, riconoscerli e trovare il “punto comune”. Nella fattispecie, si è trattato di 5 diversi Sherry, quindi il punto comune era proprio legato alla tipologia e provenienza di questa speciale tipologia di vini.

La seconda prova consisteva nel leggere una carta dei vini che riportava diversi errori, legati all’annata, alla tipologia di vino o alla sua provenienza geografica ed individuarli.

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Terza prova: il servizio. Una tavola con 5 commensali che richiedono un menù francese e dei vini, uvaggio bordolese, provenienti da tutto il mondo…meno che dalla Francia. Mentre ogni sommelier esponeva le sue proposte, la leader della tavolata estraeva una bottiglia proveniente dall’Argentina, chiedendo al sommelier di illustrarla e servirla, mediante il decanter. Successivamente, bisognava indicare un caffè adatto alla chiusura del pasto ed un’altra bevanda: due sommelier su tre hanno suggerito un tè giapponese, mentre il terzo ha proposto uno whisky. Per concludere, i commensali hanno richiesto anche il suggerimento di un sigaro ed il servizio dello stesso. E’ in questo momento della competizione che si sono raggiunti momenti anche esilaranti, data la difficoltà che alcuni dei partecipanti hanno avuto nel riuscire ad accendere il sigaro stesso.

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Successivamente, i sommelier sono stati messi alla prova, stavolta in contemporanea, con una serie di quiz: 20 domande sono state proiettate sul maxischermo ed i nostri finalisti, in pochi secondi, hanno dovuto fornire la loro risposta, scrivendola su di una lavagnetta da mostrare ai giudici.

L’ultima prova, è consistita nel servizio di una bottiglia magnum di spumante Ferrari, da utilizzare per riempire una serie di coppe, proprio come se si fosse ad un matrimonio o ad un ricevimento.

Ecco di seguito il video di questa fase della finale…

Purtroppo per noi italiani, il nostro connazionale non è riuscito ad andare oltre una, comunque ottima, terza posizione. E’ stato il norvegese Simon Zimmermann, del ristorante Happolati di Oslo, a trionfare, dimostrando grandissima competenza, ma anche simpatia e brillantezza in fase di servizio.

Prima della premiazione dei “sommelier senior” è stato dato spazio anche alla premiazione dei “sommelier junior”, che si erano dati battaglia nel primo pomeriggio.

Come sempre, sulla nostra pagina Facebook trovate anche l’album con tutti i migliori scatti (oltre 100!!) di questa tre giorni “divina”…non perdeteli!!!