Le Maragnole: un bell’esempio di Valpolicella

Oggi facciamo un salto in Veneto per parlare di un’azienda che ho recentemente visitato: “Le Maragnole“, sita a Valgatara di Marano di Valpolicella.

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Ci troviamo nella zona del Valpolicella (“piccola valle”), in provincia di Verona: un delizioso susseguirsi di colline.
Due raccolte: una per l’Amarone ed il Recioto e l’altra per il Valpolicella classico. Entrambe le raccolte vengono effettuate a mano, con una resa di 120 q/ha (+ un 20% consentito di produzione extra, detto “supero”).
La prima raccolta, posta in in cassette di legno, è portata ad appassire all’interno di tini di legno, in ambienti idonei.
Con questa tecnica si ottiene un vino “concentrato” in cui degradano tannini ed acidi e le uve si ammuffiscono parzialmente.
La raccolta viene fatta a fine settembre-inizio ottobre e l’appassimento (qui naturale) procede fino a gennaio, anche inoltrato.
L’appassimento deve avvenire lentamente perché solo così possono svilupparsi muffe nobili.
Le uve sono principalmente tre: Corvina, Corvinone e Rondinella.
I sistemi di allevamento utilizzati sono il guyot (comodo per possibilità di meccanizzazione) e la pergola (più adatta per le caratteristiche delle uve).

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Gli interventi che vengono fatti in campo sono essenzialmente due: diradamento delle gemme e sfogliatura, per favorire l’esposizione dei grappoli al sole.
In cantina, invece, le uve sono sottoposte ad una crio-macerazione (3-4 °C per 3-4 settimane) e durante la fermentazione, la temperatura sale da 11 fino a 22 °C.
Si effettuano poi follature sul vino che permettono di estrarre più mosto possibile dalle bucce già scariche di liquido per via dell’appassimento.
Nel periodo invernale si favorisce la fermentazione malolattica, per ammorbidire il prodotto finale, prima del periodo di invecchiamento:  due anni in botte piccola o grande.
L’imbottigliamento viene realizzato tramite una ditta esterna.
Anche per Valpolicella di questa azienda è previsto un leggero invecchiamento in tonneau da 20 hl.
Il legno utilizzato è francese (più poroso del rovere americano), sottoposto a lavaggio in acqua calda che favorisce la perdita dei tannini più sgraziati.
Si tratta di botti di primo e secondo passaggio per quanto riguarda l’Amarone, terzo e quarto passaggio per il Ripasso.

L’IGT di questa azienda viene realizzato a partire da uve meno appassite ed affronta un periodo di invecchiamento in tonneau da 20 h e raggiunge una gradazione alcolica finale di 15 gradi, mentre l’Amarone arriva a 16,5 gradi alcolici.

Questa azienda commercializza i suoi prodotti principalmente con il Nord Europa (paesi freddi, dove le alte gradazioni alcoliche sono apprezzate) ed in USA (New York e California).

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Degustazione

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1) Valpolicella classico – 12,5 gradi. Anche qui un leggero appassimento (20 giorni).
Rosso rubino
Limpido
Consistente

Naso: Marasca e ciliegio sotto spirito

Bocca: buona freschezza

2) Ripasso (un Valpolicella classico “ripassato” sulle vinacce ancora bagnate dell’Amarone).
Naso più etereo. 14,5 gradi. 2009
Colore già più scuro
Maggior complessità.
Fiori appassiti

Complesso e persistente.

3) El Nane (dal soprannome del nonno Giovanni). IGT da 15 gradialcolici; si tratta di un Amarone a tutti gli effetti, semplicemente pigiato un po’ prima. Affronta l’invecchiamento in botti nuove.
Al naso si sente subito la Malolattica (anche se viene fatta fare a tutti i vini). Balsamico.
In bocca è pieno,  complesso, persistente, molto caldo.

4) Amarone. 16,5 gradi, 2009.2014-05-16 12.54.57
Fermentazione a basse temperature (max 24 celsius), inizio di Malolattica
e poi subito in legno.

Coinoculo: finita la fermentazione si innestano subito i batteri Malolattici e
solo successivamente si passa in legno.
Residuo zuccheri finali: 6 g/l perché prima dell’imbottigliamento si aggiunge
un po’ di Ripasso in maniera da portarlo all’equilibrio.

Colore:Rosso rubino impenetrabile

Al naso è etereo, balsamico, elegante.

In bocca è potente, estremamente persistente, di corpo ed eleganza…
e l’alcol si sente e ti fa sudare…

5) Recioto. Vino rosso passito dolce.
Fino agli anni sessanta nn si produceva vino secco in Valpolicella, oggi è rimasto solo questo prodotto.
La vinificazione avviene a febbraio o marzo (perdita di peso anche del 50%, contro un 20% per il Valpolicella e un 30% per l’Amarone). Invecchiamento e fermentazione in legno in botti di secondo passaggio e molti travasi.
Produzione: 2000 bottiglie all’anno da mezzo litro.

13 gradi alcol. PH di 3,4 e residuo zuccherino di 140 g/l.
Vino ideale per crostate con marmellata e biscotti secchi.

Inutile dire che dopo tutti questi assaggi ero seriamente provato…
ma ne è valsa la pena.
Provare per credere!

Come sempre trovate sulla nostra pagina facebook un album dedicato a questa visita. Clicca qui per vederne le foto.

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