Il mio “Contro-Cantine Aperte”: visita all’Azienda Vinicola Valle Reale

Negli scorsi giorni molte cantine italiane hanno aperto le loro porte a tutti i curiosi del mondo del vino, nell’ormai celebre iniziativa “Cantine Aperte“, giunta alla sua 23esima edizione.

La tendenza personalmente riscontrata, però, è che molte cantine abbiano deciso di non aderire, preferendo, piuttosto, dare la propria disponibilità ad incontri mirati con eno-appassionati.

Ho avuto modo di parlare con diversi responsabili commerciali di aziende anche importanti, marchigiane e non solo, che mi hanno confermato questo trend, alla luce del fatto che, molto spesso, per chi produce vino, “Cantine Aperte” si rivela più una spesa che un guadagno.

Molti, infatti, sono i visitatori estremamente occasionali, attratti esclusivamente dalla possibilità di assaggiare tanti vini….a costo quasi inesistente.

Tra le tante aziende con cui ho avuto modo di parlare e che hanno deciso di non partecipare a “Cantine Aperte”, ma che meritano una visita e sono ben disposte a farsi conoscere, oggi voglio parlarvi dell’Azienda Vinicola Valle Reale.

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L’Azienda, nata nel 2000, è situata a Popoli, in provincia di Pescara (anche se in realtà siamo già a due passi dalla provincia de L’Aquila).

Complice anche la giornata meravigliosa, il verde rigoglioso del parco nel quale è situata questa cantina, fa si che, per un attimo, sembri quasi di essere in Trentino…

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I 49 ettari vitati complessivi dell’Azienda (12 a Trebbiano ed il resto a Montepulciano) sono situati ad un altezza che varia tra i 400 e i 500 metri sul livello del mare. Uno di questi 49 ettari si trova a Capestrano (nota più per motivi artistici che enoici) ed è destinata alla produzione del Trebbiano “di punta”: il “Vigna di Capestrano“, premiato anche dal Gambero Rosso nel 2012.

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I terreni sono minerali, sassosi e drenanti, tipici di montagna (ben diversi da quelli argillosi, delle zone prossime al mare).
La cantina è sita tra il Gran Sasso e la Majella, in una zona di montagna.
Mentre sulla costa le temperature notturne sono piuttosto miti, nelle zona di montagna, come questa, non arriva la brezza tiepida costiera e quindi anche in estate si hanno sbalzi termici forti e temperature notturne piuttosto basse. Ciò comporta una maturazione più lenta e quindi vendemmie tardive, che si effettuano tranquillamente anche a fine ottobre/inizio novembre, con il rischio della neve e della possibilità di marciumi.

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Le difficoltà produttive, legate a questa zona dell’Abruzzo, si deducono facilmente anche dalla numerica delle aziende presenti: infatti vi sono solo 5 cantine in questa zona (Gentile, Presidium, Cataldi, Pietrantonj e, per l’appunto, Valle Reale), rispetto alle circa 480 della zona costiera.
Fare vino in montagna è sicuramente molto difficile, ma si può ottenere un prodotto unico per profumi ed aromi.
Generalmente si ha la tendenza ad avere vini poco strutturati, delicati, acidi, minerali, equilibrati ed eleganti.
L’acidità, in particolare, permette anche di mantenere il prodotto nel tempo.

Siamo all’interno di un’area protetta di parchi, in cui ci sono rigorose leggi antinquinamento e costanti controlli sulle falde acquifere, data anche la presenza della Gran Guizza: azienda che imbottiglia acqua minerale.

I vini sono tutti biologici certificati, ottenuti, dal 2007, con la fermentazione spontanea, poichè i vigneti sono situati in una zona che presenta una vegetazione particolarmente variegata e, di conseguenza, ricca di lieviti. La capacità produttiva oscilla tra le 150 mila e le 300 mila bottiglie annue, a seconda delle annate.

Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano sono le 3 tipologie di prodotti realizzati dall’Azienda Valle Reale, da cui si arrivano ad avere 10 vini diversi: 3 base e 7 cru.

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Per le linee cru si utilizzano uve selezionate provenienti da un vigneto specifico. I Trebbiani della linea superiore sono due: “Vigneto di Popoli” e “Vigneto di Capestrano”, entrambi non filtrati e, quindi, leggermente torbidi.
I rossi della linea cru sono tre: due fanno affinamento in tonneau da 500 litri di terzo passaggio ed uno in acciaio. Il San Calisto è il prodotto di punta, con i suoi 24 mesi di legno e 8 di bottiglia.
I cerasuoli, oltre quello della linea base, sono due: “I gemelli“. Ottenuti dalla stessa parcella, hanno una singolare peculiarità: uno è ricavato da uve raccolte alle 4 del mattino – “il notte” – e l’altro in tarda mattinata – “il giorno”. Poche ore di macerazione prima della fermentazione e voilà…due prodotti figli della stessa madre, ma molto diversi tra loro.

La vendemmia è manuale (circa 40 persone), da settembre a fine ottobre. Gli unici prodotti usati (sia per il discorso del biologico, sia per gli ulteriori controlli legati all’inquinamento delle falde acquifere di una zona protetta) sono rame e zolfo per la peronospora, oltre ad alcuni prodotti biodinamici.

Guyot e Tendone i sistemi di allevamento.
San Calisto e Valle Reale sono i due vigneti storici (40 anni), gli altri sono stati impiantati nel 2002/2003.
L’enologo è Emanuel Merlo. Il consulente enologico è Carlo Ferrini.

Gli assaggi

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Trebbiano d’Abruzzo, linea base (2014).

P1000617Non filtrato, ma decantato.

Affinamento in acciaio di 6 mesi e tre in bottiglia.
Giallo paglierino acceso e consistente.
Fine al naso, anche se necessita di tempo per aprirsi e regalare tutti i suoi profumi: fiori gialli, liquirizia, frutta bianca (pesca) leggera.
In bocca è abbastanza rotondo e morbido, carico, sapido, leggermente minerale, equilibrato e fine, anche se non ha un corpo eccessivo. Da abbinare con pesci tipo le alici o il merluzzo o carni bianche. Pasta al pesto.

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Cerasuolo, linea base (2014).

Affinamento in acciaio.
Colore tenue, abbastanza consistente, limpido.
Ciliegia selvatica leggera, rosa.
In bocca resta leggero, fresco, discretamente sapido e abbastanza persistente.
Fettuccine con pomodorini semplici, sushi.
Molto estivo.

Montepulciano, linea base (2013).

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Limpido rosso rubino, abbastanza consistente.
Frutti rossi in generale e ciliegia rossa matura in particolare, leggermente speziato.
In bocca scivola senza graffiare ed é veramente gradevole, pur non ricordando la maggior parte dei Montepulciano che normalmente siamo abituati ad assaggiare.
Un po’ tutti i vini di questa linea base hanno la peculiarità di non stancare e di non risultare pesanti, ma, anzi di farsi apprezzare più per i profumi che per il corpo e la persistenza. Gradevolissimi, ma insoliti. Eleganti e raffinati, ma non pesanti e grassi, come nella maggior parte dei casi, invece, capita.
Un Montepulciano non muscoloso, ma tendenzialmente femminile. Un vino in linea con ciò che, in questo momento, il mercato richiede.

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San Calisto, linea cru.

Annata 2011. 24 mesi in tonneau e 8 mesi in bottiglia. Vino prodotto solo in determinate annate, ritenute in grado di portare alla realizzazione di un prodotto di un certo livello.
Rosso rubino profondo, consistente.
Etereo, balsamico, leggermente speziato. Lasciamolo aprire nel bicchiere e ci regala sentori di marmellata di prugne, mirtillo nero, chiodi di garofano, pietra bagnata…
In bocca colpisce per la sua acidità… E’ ancora un giovanotto. Conviene riassaggiarlo tra qualche anno.

Come sempre, tutte le foto di questa visita sono disponibili in un apposito album (visionabile cliccando qui), all’interno della nostra pagina facebook.

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