Oscar Farinetti all’ISTAO (Ancona, 27.03.2017)

Ogni anno l’ISTAO (Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell’economia e delle aziende) ospita un personaggio di rilievo nel panorama imprenditoriale (e non solo) per tenere una Lectio Magistralis.
Quest’anno è stata la volta di Oscar Farinetti, ex patron della catena Unieuro e fondatore, 12 anni fa, di Eataly, realtà internazionale che oggi conta quasi 6000 dipendenti, la metà dei quali in Italia.
Tanti gli argomenti toccati e gli spunti di riflessioni forniti durante un’ora di piacevolissima “chiacchierata”. Si è partiti dall’importanza di mantenersi sempre giovani e positivi verso il futuro, senza tralasciare il passato e le proprie radici.20170327_105229
Farinetti si è rapidamente soffermato su alcuni aspetti particolarmente importanti, legati alla realtà Eataly:
– non esistono barriere per l’innovazione e l’organizzazione;
– è necessario consentire il passaggio generazionale (in tal senso la nomina del nuovo a.d. Guerra);
– guardare avanti con ambizione: in tal senso, la prossima quotazione in borsa, ma anche lo sviluppo di “FICO”, un progetto da 80 ettari nella zona di Bologna, con oltre 40 ristoranti e l’obiettivo di superare i 10 milioni di visitatori nel primo anno di vita.
Oscar Farinetti ISATO Ancona
Farinetti è nato il 24.09.1954 ad Alba, nelle Langhe, zona in continua crescita per il turismo, ma che solo 50 anni fa versava in condizioni molto difficili.
Da qui l’importanza di guardare al passato, per costruire il futuro: prendersi il giusto tempo per fare la propria analisi, quindi passare alla costruzione progettuale (project management, il progetto) e, infine, curare il racconto (lo story telling).
L’analisi è la fase più importante: se si sbaglia lì, tutto il progetto andrà male. Serve guardare al passato per copiare, con la dovuta leggerezza, senza rimpianti o dare colpe, ma trovando soluzioni.
Ci sono tre stati d’animo riguardo al passato: rimpianti, rimorsi e soddisfazione.
Qui Farinetti lancia una simpatica proposta: perché non rimuovere la “gola” dai peccati capitali, rimpiazzandola con il “pessimismo”?
Meglio essere positivi ed ottimisti (numerose i richiami a Tonino Guerra, il poeta dell’ottimo), cercando di avere confidence, ossia fiducia: in sè stessi e negli altri. È questo un aspetto fondamentale per dare il meglio di sé ed aiutare gli altri a dare il loro meglio.
170 anni fa circa nasce la società dei consumi:
Posto di lavoro –> salario –> consumi.
Oggi c’è internet (visto come il fuoco dell’era moderna) che, unitamente all’automazione dell’intelligenza artificiale,  sta abbattendo i posti di lavori. Ora, che fare?
Cambiare il modello sociale (con l’istituzione di reddito di cittadinanza: “esisto quindi merito un salario“) o creare nuovi posti di lavoro?
La società di consumi produce beni e servizi con l’obiettivo di incrementare il benessere delle persone. La società negli ultimi 50 anni è cresciuta come non aveva mai fatto prima e ora siamo un numero di persone che non ha eguali nella storia. Un grosso problema è lo spreco: in tutti i settori, dal cibo all’abbigliamento, ma attenzione: se riducessimo lo spreco andremmo a ridurre ulteriormente i posti di lavoro.
La sostenibilità ed il rispetto del pianeta in cui ci troviamo sono il business del futuro e qui si creeranno nuovi lavori ed occasioni di impiego: inventare strumenti e servizi che allontanino la fine del mondo e, quindi, la nostra. Fare del bene al Pianeta, guadagnando bene.
Ognuno di noi deve fare qualcosa per aiutare il Pianeta. Farinetti afferma di volerlo fare con la sua politica “Zero waste! No rifiuti“.
La crisi dei posti di lavori costringerà molti giovani a diventare imprenditori, con un focus sul rispetto per la terra, l’acqua e l’aria. Il valore del rispetto deve diventare un elemento “cool”.
Non sono mancate stoccate a quelli della sua generazione che hanno combinato danni enormi e che spesso hanno anche la pretesa di poter dare consigli ai giovani (“non ascoltate nessuno, ma sbagliate da soli”) e a coloro che hanno la presunzione di essere i padroni della terra e vogliono costruire muri per impedire agli altri di potersi muovere e spostare (“che merito o colpa ha una persona di esser nata in un certo posto del mondo in un determinato periodo storico?”).
Ed infine il futuro, che può essere visto con paura o con speranza…
Inutile dire quale sia l’approccio del numero uno di Eataly al futuro.
Insomma, un’ora di intervento che è stata un po’ un inno alla gioia, alla positività ed alla voglia di fare.
Un lunedì’ mattina diverso dal solito…e non si poteva scegliere un giorno migliore, per affrontare la settimana con il giusto spirito!
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Cliccando qui è possibile vedere tutti gli scatti di questa stimolante mattinata.

Aggiornamento: il 21 Aprile l’ISTAO ha reso disponibile sul suo canale youtube l’intero intervento di Farinetti. Per chi fosse interessato, ecco il video…

 

Due assaggi…a cavallo tra Norvegia ed Italia

Da ormai quasi due settimane sono rientrato in Italia e ancora non ho finito di rimettere in ordine tutti i pezzi di quest’ultimo anno e mezzo della mia vita, ma oggi comincio a farlo presentandovi uno degli ultimi vini assaggiati in Norvegia ed uno dei primi gustati dopo esser tornato a casa.

IMG_20170308_204033Il primo è il Rosso di Montepulciano DOC  “Tre Rose“, brand senese riconducibile all’azienda Tienimenti Angelini.

Annata 2015 e 13 gradi alcolici per questo rosso, rubino, limpido ed abbastanza consistente. Sentori floreali (rosa su tutto), speziato ed etereo, ha un naso intenso, abbastanza complesso e con una discreta finezza.

In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, tannico e sapido. E’ ancora giovane e il suo equilibrio è leggermente spostato verso le parti dure. Buono il corpo ed abbastanza persistente, lo potremmo definire “pronto”, anche se sarebbe meglio dargli un paio d’anni per poter evolvere un po’. Polpette al sugo il primo abbinamento che mi verrebbe da suggerire…

Spostiamoci ora nel sud delle Marche per goderci il “Brezzolino”, Falerio DOC della Linea “Pharus” della Cantina Colli Ripani (AP). L’annata provata è la 2013, i gradi alcolici sono 13.

Questo blend di Pecorino, Passerina e Trebbiano si presenta in una bottiglia semplice, con etichetta elegante e controetichetta curata. Non a caso l’Azienda si aggiudica spesso premi anche per le sue etichette.

Il vino ha un bel colore giallo paglierino tendente all’oro, brillante e consistente.
Naso complesso, intenso e fine. Sentori di fiori gialli surmaturi, camomilla, erbe.

In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, abbastanza sapido. Buona la spalla acida e l’equilibrio in generale. Discreta anche la consistenza.
Una beva relativamente facile, con una nota amara che ci invoglia ad abbinamenti con salami dolci, tipo il prosciutto Fiocco e tutti quei salumi non troppo salati, o con piatti rustici e saporiti, come una bella frittata di zucchine e cipolle.

E’ il vino giusto da bere in primavera, a tavola con amici, in una bella giornata di sole.

Felloni Spekehus – Salami italiani prodotti in Norvegia

andreasIn questi miei mesi norvegesi ho conosciuto molte persone interessanti, una di queste è un italiano, Andreas Kleven-Felloni, originario di Roma, che ormai si trova in Norvegia da 17 anni.
Andreas, nel 2015, insieme al suo partner Rocco Addona, ha fondato un’azienda, la Felloni Spekehus, che si occupa della produzione di salumi italiani tradizionali. La Felloni Spekehus, che tradotto in italiano significa “Casa dei Salumi Felloni”, ha avuto una rapida crescità grazie alla qualitá dei prodotti che sono molto apprezzati nel mercato della ristorazione: salumi, insaccati, salsicce, prosciutti e chi più ne ha più ne metta…
Perchè sono interessato a questa realtà?
Ovviamente, perché si tratta di un’azienda del settore Food dedicata alla produzione artigianale di prodotti di qualitá, ma anche perché ha un cuore tutto italiano, pur essendo norvegese.

Oggi sono in compagnia di Andreas, uno dei soci fondatori, a cui ho rivolto alcune domande.

fellonispekehus_squared-med-tekstAndreas, qual’è il tuo background culturale?
La mia istruzione universitaria inizia alla Business school di Oslo con un master in Strategia aziendale. Successivamente ho preso 2 specializazzioni: gestione aziendale e revisione dei conti. Nel 2015 ho vinto un corso formativo sponsorizzato dalla confindustria Norvegese come giovane talento straniero, finalizzato allo sviluppo delle propie capacità manageriali.

Quindi nulla a che vedere con l’agroalimentare….come è nata questa idea?
Ho iniziato a lavorare nella ristorazione già subito dopo il Liceo, come lavapiatti, e poi cuoco improvvisato. Ho lavorato 6-7 anni in diversi ristoranti in giro per l’Europa prima di decidere di venire a vivere ad Oslo. Questo mi ha dato un bagaglio formativo che si è rivelato estremamente importante per le scelte che ho potuto fare dopo la Laurea. Insomma mi ha dato una conoscienza ed un network indispensabili per il progetto avviato assieme a Rocco nel 2015.

aqq_0294-1Quali sono le caratteristiche fondamentali dei vostri prodotti ed i punti di forza della vostra attività?
Diciamo che per oggi siamo una piccola produzione artigianale orientata verso ristoranti che vogliono prodotti italiani origianali e tradizionali e che vogliono pagare per la qualitá che ricevono. Nel nostro portafoglio di prodotti, abbiamo salumi fatti con carne di maiali allevati allo stato brado, quindi carne ricercata per la qualitá dell allevemanto, la razza ed il rispetto dei principi ecologici.
Allo stesso tempo produciamo in esclusiva salami e petti d’oca per una cooperativa di fattorie norvegesi che allevano un antica razza d’oche, originaria della Norvegia, che prende il nome della regione di allevamento: Smaalens.
Anche se principalmente produciamo prodotti italiani rispettando i disciplinari, facciamo acnhe altri prodotti dove prendiamo ispirazione da altri paesi sud europei, come, ad esempio, per quanto riguarda l’uso del
pimenton nei salami.

det-handler-omDove si trova lo stabilimento produttivo e quante persone vi lavorano?
Il nostro locale di produzione è ad Årnes e si trova a ca. 55km dalla capitale. Al momento abbiamo 2 dipendenti fissi, a cui abbiamo fornito un training di primo livello che li rende autonomi a produrre la maggior parte dei prodotti, sotto il controllo qualitativo mio o del mio socio Rocco. Nel 2017 avremo la necessità di trovare un terzo dipendente responsabile per la produzione. È possibile che cercheremo in questo caso qualche talento in Italia.

Quali sono i principali mercati, in Norvegia, che attualmente richiedono i vostri prodotti e quali, invece, quelli su cui avete intenzione di puntare nel prossimo futuro?
Oggi il nostro mercato principale è costituito da gli hotel e ristoranti. Nel prossimo futuro ci piacerebbe puntare sul mercato dei consumatori privati, ma questo richiede una rete di distrubuzione che non abbiamo, oppure la formalizzazione di un contratto per la distribuzione dei nostri prodotti da parte di una ditta d’ingrosso alimentare.

Mi sembra, giustamente, di capire che tu sia molto soddisfatto di quanto realizzato in appena due anni. Ora quali sono gli obiettivi aziendali per il prossimo biennio?
A livello finanziario ci siamo proposti di raddoppiare il fatturato del 2017 rispetto a quello del 2016. Per il 2018 ci saranno delle questioni importanti da considerare rispetto la capacità produttiva del nostro attuale locale ed eventualmente aprire delle succursali, difficile poter pronosticare adesso…
Per quanto riguarda il nostro portafoglio di prodotti, abbiamo dei salami monoporzioni in pratiche confezioni, da consumare come snack, che vogliamo introdurre al piú presto perchè riteniamo che possano essere una novità allettante per il mercato Norvegese.
Siamo comunque sempre alla ricerca di prodotti che possano incrementare la domanda su segmenti esistenti e, al contempo, abbiamo un occhio su come riinventare il packaging di alcuni prodotti per poter coprire anche altri segmenti di mercato che promettono margini interessanti.

Personalmente sto conoscendo questi prodotti (davvero niente male!) e, nelle prossime settimane, li andremo a trattare in maniera più approfondita perché è bello pensare che ci siano nostri connazionali che contribuiscono attivamente alla diffusione della Cultura Alimentare anche al di fuori della nostra amata Italia…e chissà che non possa nascerne una bella collaborazione….

Stay tuned!!!

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Amarone della Valpolicella 2012 – Cantine Lamberti

E’ possibile comprare in Norvegia un Amarone della Valpolicella (tra l’altro anche buono), pagandolo circa 25 euro???

La risposta è si. Per qualche strana logica di mercato, a quanto pare è possibile e ringrazio l’amico che me lo ha fatto provare, ma bando alle ciance e andiamo subito a vedere un po’ più da vicino questo vino, prodotto ed imbottigliato dalle Cantine Lamberti.

L’annata è la 2012 ed il titolo alcolometrico dichiarato in bottiglia è di 15,5 gradi.

Alla vista si presenta limpido, di colore rosso rubino tendente al granato e molto consistente.

img_20170226_151940Il naso è intenso,complesso e fine, con sentori di frutti rossi (mora, lampone), spezie (cuoio, liquirizia) ed anche una certa nota eterea. Col passare dei minuti si apre e regala anche qualche sentire floreale (violette).
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, abbastanza tannico, sapido, intenso, persistente, di corpo e fine.
Armonico e pronto, pur avendo sicuramente “nelle gambe” ancora qualche anno di potenziale evoluzione.
E’ un vino da abbinare a piatti aromatici, complessi, a base di carne, ma anche con formaggi ed insaccati stagionati.
Un vino che “fa Domenica”, da stappare in compagnia di amici e gustare davanti ad un bel pacchero di Gragnano con un sugo di pomodoro al ragù bello carico di manzo ed agnello, funghi, carote, sedano ed una abbondante grattuggiata di Parmigiano Reggiano.