Felloni Spekehus – Salami italiani prodotti in Norvegia

andreasIn questi miei mesi norvegesi ho conosciuto molte persone interessanti, una di queste è un italiano, Andreas Kleven-Felloni, originario di Roma, che ormai si trova in Norvegia da 17 anni.
Andreas, nel 2015, insieme al suo partner Rocco Addona, ha fondato un’azienda, la Felloni Spekehus, che si occupa della produzione di salumi italiani tradizionali. La Felloni Spekehus, che tradotto in italiano significa “Casa dei Salumi Felloni”, ha avuto una rapida crescità grazie alla qualitá dei prodotti che sono molto apprezzati nel mercato della ristorazione: salumi, insaccati, salsicce, prosciutti e chi più ne ha più ne metta…
Perchè sono interessato a questa realtà?
Ovviamente, perché si tratta di un’azienda del settore Food dedicata alla produzione artigianale di prodotti di qualitá, ma anche perché ha un cuore tutto italiano, pur essendo norvegese.

Oggi sono in compagnia di Andreas, uno dei soci fondatori, a cui ho rivolto alcune domande.

fellonispekehus_squared-med-tekstAndreas, qual’è il tuo background culturale?
La mia istruzione universitaria inizia alla Business school di Oslo con un master in Strategia aziendale. Successivamente ho preso 2 specializazzioni: gestione aziendale e revisione dei conti. Nel 2015 ho vinto un corso formativo sponsorizzato dalla confindustria Norvegese come giovane talento straniero, finalizzato allo sviluppo delle propie capacità manageriali.

Quindi nulla a che vedere con l’agroalimentare….come è nata questa idea?
Ho iniziato a lavorare nella ristorazione già subito dopo il Liceo, come lavapiatti, e poi cuoco improvvisato. Ho lavorato 6-7 anni in diversi ristoranti in giro per l’Europa prima di decidere di venire a vivere ad Oslo. Questo mi ha dato un bagaglio formativo che si è rivelato estremamente importante per le scelte che ho potuto fare dopo la Laurea. Insomma mi ha dato una conoscienza ed un network indispensabili per il progetto avviato assieme a Rocco nel 2015.

aqq_0294-1Quali sono le caratteristiche fondamentali dei vostri prodotti ed i punti di forza della vostra attività?
Diciamo che per oggi siamo una piccola produzione artigianale orientata verso ristoranti che vogliono prodotti italiani origianali e tradizionali e che vogliono pagare per la qualitá che ricevono. Nel nostro portafoglio di prodotti, abbiamo salumi fatti con carne di maiali allevati allo stato brado, quindi carne ricercata per la qualitá dell allevemanto, la razza ed il rispetto dei principi ecologici.
Allo stesso tempo produciamo in esclusiva salami e petti d’oca per una cooperativa di fattorie norvegesi che allevano un antica razza d’oche, originaria della Norvegia, che prende il nome della regione di allevamento: Smaalens.
Anche se principalmente produciamo prodotti italiani rispettando i disciplinari, facciamo acnhe altri prodotti dove prendiamo ispirazione da altri paesi sud europei, come, ad esempio, per quanto riguarda l’uso del
pimenton nei salami.

det-handler-omDove si trova lo stabilimento produttivo e quante persone vi lavorano?
Il nostro locale di produzione è ad Årnes e si trova a ca. 55km dalla capitale. Al momento abbiamo 2 dipendenti fissi, a cui abbiamo fornito un training di primo livello che li rende autonomi a produrre la maggior parte dei prodotti, sotto il controllo qualitativo mio o del mio socio Rocco. Nel 2017 avremo la necessità di trovare un terzo dipendente responsabile per la produzione. È possibile che cercheremo in questo caso qualche talento in Italia.

Quali sono i principali mercati, in Norvegia, che attualmente richiedono i vostri prodotti e quali, invece, quelli su cui avete intenzione di puntare nel prossimo futuro?
Oggi il nostro mercato principale è costituito da gli hotel e ristoranti. Nel prossimo futuro ci piacerebbe puntare sul mercato dei consumatori privati, ma questo richiede una rete di distrubuzione che non abbiamo, oppure la formalizzazione di un contratto per la distribuzione dei nostri prodotti da parte di una ditta d’ingrosso alimentare.

Mi sembra, giustamente, di capire che tu sia molto soddisfatto di quanto realizzato in appena due anni. Ora quali sono gli obiettivi aziendali per il prossimo biennio?
A livello finanziario ci siamo proposti di raddoppiare il fatturato del 2017 rispetto a quello del 2016. Per il 2018 ci saranno delle questioni importanti da considerare rispetto la capacità produttiva del nostro attuale locale ed eventualmente aprire delle succursali, difficile poter pronosticare adesso…
Per quanto riguarda il nostro portafoglio di prodotti, abbiamo dei salami monoporzioni in pratiche confezioni, da consumare come snack, che vogliamo introdurre al piú presto perchè riteniamo che possano essere una novità allettante per il mercato Norvegese.
Siamo comunque sempre alla ricerca di prodotti che possano incrementare la domanda su segmenti esistenti e, al contempo, abbiamo un occhio su come riinventare il packaging di alcuni prodotti per poter coprire anche altri segmenti di mercato che promettono margini interessanti.

Personalmente sto conoscendo questi prodotti (davvero niente male!) e, nelle prossime settimane, li andremo a trattare in maniera più approfondita perché è bello pensare che ci siano nostri connazionali che contribuiscono attivamente alla diffusione della Cultura Alimentare anche al di fuori della nostra amata Italia…e chissà che non possa nascerne una bella collaborazione….

Stay tuned!!!

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#LifeInNorway – Oslo Brewing Co. Launch Party

On 15th of June, I was invited to the presentation of “Oslo Brewing Co.” and tasting their beers.
Also, I had the opportunity to meet the brewer of this company: Inga Greve. She was so kind to release an interview for my blog…

When and how did you decided to start with beers production?

We started our company in 2015. Our group consists of people with different abilities and backgrounds, all living in Oslo and with a common love for the city. Our goal was clear from the beginning, we wanted to make beer we believed in, and use that beer and our brand to help put Oslo on the map. Our initial beer production began at the turn of the year into 2016.

Did you think to make it a business since the beginning or just after a while?

Oslo Brewing Co. was a beer business idea from the very beginning. We take Oslo seriously and gave ourselves an objective from the start – help put Oslo on the map through beer. Through really good beer.

What was the hardest moment during this last year?

Our goals and ambitions have been high from the beginning. That has certainly tested us, and will continue to do so. But it’s all good fun and part of the process. We did have a different name in the beginning. We ordered 500 glasses with that name printed on each glass. Then we changed our company name… It happens.

What’s your biggest satisfaction at the moment?

Having people tell us they enjoy our beer. Selling our beer in bars around Oslo that we really believe in. Established bars. New bars. By the ocean. By parks. We are truly dependent upon people’s feedback and comments. Which is why we cherish all feedback from the community, good and bad. We always look to improve.

Talk us about your beers: features, pairings, etc…

We have 6 beers now, Summer wit, Ipa, Pale ale, Blonde, California Lager and Pilsner.

Summer Wit (4,5 % alc.). Easy drinking fresh wit with blueberries in it, made for warm summer days in Oslo. Pairs really good with some salads, easy cheeses, fruit desserts or as a thirstquencher.

Pilsner (4,7 % alc.). Fresh Crisy pilsner with some more hoppy flavor then a regular pilsner. This one pairs good with salty food, but also best alone!

Pale ale (5% al.). American pale ale with american hops that gives it a fresh citrusly flavor and with a nice balanced body that makes it easy drinking. Pairs good with some fatty food, burgers, bbqfood, spareribs or just delicius alone.

IPA (6 % alc.) Ipa with Equniox hops that makes a warm tropical flavor with hints of citrus, clean and fresh bitternes with an Ibu at 50. Ipas are perfect alone, but pairs also well to spicy asian food.

Blonde (4,5 % alc.) Flavoured american blonde with a rich body and Hull melon hops that makes flavors of strawberry and melon to come out. Blondes are perfect match to seafood and white meat.

California Lager (4,5 % alc.) Lager with a more complex and rich body then regular lagers, with Mandarina Bavaria hops that gives it flavors of oranges. Pairs good to salty food, but also to red meat with sweet assessories, but also really tasty on its own.

What are the projects for the future?

We are currently expanding in Oslo with more bars selling our beer. We are also doing a collaboration brew in Boston with Aeronaut Brewing Co. That’s very exciting as we will sell our beer in Boston this summer. In addition, we are opening a bar in Tokyo later this year. All very exciting projects. All helping to put Oslo on the map.

What’s your favourite beer in general (not of your business) and of Oslo Brewing Co? And Why?

We enjoy lots of beer from all over. We are very lucky to have testes so many beers from the UK, the US, Japan, around Scandinavia – choosing one favourite is simply impossible. We’re just glad beer is so good. And that’s what we do with our own beer as well – we make a wide variety because people have different preferences and enjoy different tastes. Our beer is true to every beer style we make, and in the fresh end of each style. It’s beer we believe in and beer we hope you will enjoy.

Like always, all the photos of this nice event, are available on the facebook page of my blog, clicking here.

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Il 15 giugno scorso, nella splendida cornice del fiordo di Oslo, ho avuto il piacere di partecipare all’evento ufficiale per il lancio delle birre di “Oslo Brewing Co.”, una realtà locale, nata grazie all’amicizia di un gruppo di ragazzi norvegesi, che condividono l’amore per Oslo.

Avevo già avuto modo di assaggiare qualcuno dei loro prodotti mesi fa, dando il mio parere e sono veramente contento di apprendere che, anche grazie ai miei suggerimenti, i prodotti con cui ora sono usciti sul mercato stanno prendendo una piega meno commerciale e più tipica.

Nel mondo della birra, così come nella vita, tutto evolve e niente è detto che debba restare sempre uguale, quindi sicuramente sono già in cantiere novità e modifiche, ma sono sempre contento quando vedo persone semplici e serie muoversi con determinazione ed ottenere risultati: sono già interessanti, infatti, gli accordi commerciali finora stipulati, grazie ai quali sarà possibile assaggiare queste birre in alcuni dei più eleganti e rinomati locali della capitale norvegese…e non solo.

Durante questa presentazione, ho avuto modo di conoscere Inga Greve, la mastro birraia di questa gioavane azienda, alla quale ho rivolto alcune domande.

Quando e come avete deciso di inziare la produzione di birra?

La nostra azienda è nata nel 2015. Il nostro gruppo consiste di quattro persone con diverse abilità e competenze pregresse specifiche. Viviamo tutti ad Oslo ed abbiamo in comune l’amore per questa città. Il nostro obiettivo era chiaro fin dall’inizio: noi volevamo produrre una birra in cui credere e usare quella birra ed il nostro brand per far conoscere Oslo. La nostra prima produzione di birra è avvenuta agli inizi del 2016.

Avete pensato di farne un business fin dall’inizio o solo dopo un po’?

Oslo Brewing Co. è stata una idea di business fin dall’inizio. Noi ci crediamo e fin dall’inizio ci si siamo dati l’obiettivo di far conoscere Oslo attraverso la birra. Una birra veramente buona.

Qual’è stato il momento più difficile nell’ultimo anno?

Abbiamo avuto obiettivi ed ambizioni molto alti fin dall’inizio. Questo ci ha messo alla prova e continuerà a farlo, ma è anche divertente e fa parte del processo di crescita. Avevamo un nome diverso all’inizio ed abbiamo ordinato 500 bicchieri con su scritto quel nome… Poi abbiamo cambiato il nome della società. Capita….

Qual’è adesso la tua più grande soddisfazione?

Le persone che ci dicono di apprezzare la nostra birra. Vendere le nostre birre in quei bar di Oslo che davvero credono in noi. Bar importanti. Bar nuovi. Bar vicini all’Oceano. Bar nei parchi. Noi abbiamo davvero bisogno dei feedback e dei commenti della gente. Abbiamo a cuore tutti i feedback da parte della comunità, sia positivi che negativi. Cerchiamo sempre di migliorare.

Parlaci delle vostre birre: caratteristiche, abbinamenti, etc…

Al momento abbiamo 6 birre: Summer wit, Ipa, Pale ale, Blonde, California Lager e una Pilsner.

Summer Wit (4,5 % alc.). Facile da bere, fresca, con all’interno mirtilli. Ideale per le calde giornate estive a Oslo. Si abbina bene con alcune insalate, formaggi semplici, dolci alla frutta o anche da sola, per dissetarsi.

Pilsner (4,7 % alc.). Una pilsner fresca, “croccante” e saporita, un po’ più luppolata di una pilsner normale. Ottima da sola, ma bevibile anche con piatti saporiti.

Pale ale (5% al.). Una pale ale americana, con un luppolo americano che le da freschezza ed un gradevole sapore citrino. Ha un corpo bilanciato che la rende facile da bere. I suoi abbinamenti migliori sono con  cibi un po’ grassi, hamburger, carne arrosto e costine, ma è ovviamente gradevole da bere anche da sola.

IPA (6 % alc.) Questa birra viene realizzata utilizzando il luppolo Equinox, che le da un sapore caldo “tropicale” con sentori di agrumi netti ed una fresca amarezza, grazie anche al suo grado Ibu pari a 50. Le Ipa sono perfette da sole, ma si accompagnano bene anche con cibo asiatico piccante.

Blonde (4,5 % alc.) La classica bionda americana con un corpo ricco e sentori di fragola e melone, dovuti all’utilizzo del luppolo “Hul Mellon”. Le bionde sono perfette col pesce e con le carni bianche.

California Lager (4,5 % alc.) E’ una lager con un corpo più ricco e complesso rispetto alla maggior parte delle lager. Per questa birra ho utilizzato il luppolo “Mandarina Bavaria” che lò conferisce profumi agrumati. Validi abbinamenti sono quelli con cibi saporiti, ma anche con le carni rosse con qualche condimento dolciastro (tipo le salse o le cipolle caramellate, ndr), ma si tratta di una birra già di per se stessa molto gustosa.

Progetti per il futuro?

Ci stiamo attualmente espandendo ad Oslo con molti bar che vendono la nostra birra. Stiamo anche avviando delle collaborazioni utili per sviluppare i nostri prodotti, con l’Aeronaut Brewing Co di Boston. Ciò è davvero molto stimolante, così come vendere la nostra bira a Boston già da questa estate. Inoltre quest’anno apriremo anche un bar a Tokyo. tutti progetti molto eccitanti, che ci aiutano a far conoscere sempre di più Oslo.

Quali sono in generale le vostre birre preferite? E qual’è quella che vi piace maggiormente tra tutte quelle di Oslo Brewing Co, ? Perchè?

Ci sono tantissime birre che ci piacciono. Ci riteniamo fortunati ad aver provato moltissime birre dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti d’America, dal Giappone, dalla Scandinavia…quindi sceglierne una è impossibile! Ci fa solo estremamente piacere che le birre siano così buone. Così come ciò che noi facciamo con le nostre birre: una ampia varietà, proprio perchè le persone varie preferenze e gusti diversi. La nostra birra è vera sotto ogni aspetto e ognuna delle nostre birre ha il suo stile e la sua freschezza. E’ la birra in cui noi crediamo ed è la birra che speriamo vi piacerà.

Come sempre, tutte le foto di questo evento sono riportate sulla pagina facebook del mio blog, cliccando qui.

Il tuo benessere….finalmente anche online!!

Oggi ho due stupende notizie da dare a tutti gli amanti dei prodotti naturali ed utili per la salute.

Mitos World, la prima azienda con cui CulturAgroalimentare stabilì un accordo di cui tutti i nostri lettori possono beneficiare, lancia sul mercato due nuovi prodotti: i decotti!!

Decotti

Si chiama decotto la bevanda che si ottiene estraendo i principi attivi attraverso l’ebollizione delle parti dure delle piante.
Per ottenere un decotto, le erbe si fanno bollire insieme all’acqua. Il risultato è una bevanda con una concentrazione di principi attivi superiore a quello ottenuto con tisane, te’ e camomille. Durante il raffreddamento della bevanda il GANODERMA rilascia i propri principi attivi.

Oltre a ciò, la vera notizia bomba è che d’ora in avanti sarà possibile per chiunque, ovunque si trovi, acquistare questi prodotti con lo sconto speciale legato alla nostra convenzione.

Clicca qui per dare un’occhiata all’ecommerce e non esitare a contattarci all’indirizzo info@culturagroalimentare.com per avere maggiori informazioni e capire come poter beneficiare dello sconto speciale di due euro su ogni prodotto acquistato, riservato ai nostri lettori.

Ci sarà da degustare….

Sabato mattina mi sono concesso un giretto tra Ancona e Macerata, godendo di una bella giornata di sole ed approfittandone per visitare il punto vendita della Cantina Colli Ripani a Porto Recanati.

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Ne sono uscito con una bella campionatura omaggio che mi appresto a degustare con grande piacere nelle prossime settimane.

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Restate connessi per conoscere più da vicino l’Azienda di Ripatransone ed i suoi prodotti…

Per le grotte di Osimo, in “divina” compagnia

Nel periodo estivo siamo spesso bombardati di eventi, sagre, concerti e feste in piazza da non farci più neanche caso. Quando, però, si organizza una serata diversa dal solito, in grado di integrare gli aspetti naturalistici di un posto, con le eccellenze di quel territorio, ecco allora che, con semplicità e simpatia, possono venir fuori serate particolarmente piacevoli.

E’ il caso dell’evento “Degustando in grotta“, tenutosi presso le Grotte del Cantinone di Osimo, Venerdì 25 luglio.

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Da un idea di Tiziano Cacciani, in collaborazione col Comune di Osimo, con l’Azienda Vinicola Simonetti di Staffolo (AN) ed il ristopub Kokogena.

E’ stato, così, possibile abbinare ad un tuor culturale delle grotte, uno sfizioso aperitivo con cui è stato possibile conoscere una realtà produttiva del nostro territorio di cui credo che sentiremo spesso parlare.

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Sotto il segno della lettera “M”, il futuro della Simonetti Vini è nelle mani di Marco, Michele, Mirco e Massimo: giovani ed ambiziosi, trasmettono da subito sincerità e passione per ciò che fanno.

L’occasione di farsi conoscere al di là delle degustazioni in cantina, che di norma svolgono, mi ha permesso di scambiare quattro chiacchiere con Marco, per capire meglio questa realtà.

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Inerbimento permanente, nessun uso di diserbanti (no trattamenti sistemici) in campo, nè di legno in cantina per i bianchi e bassissimo utilizzo di solfiti: queste le caratteristiche di base delle loro produzioni, sul mercato con 30.000 bottiglie.

Da circa 15 ettari di vigneti, allevati a guyot (90% Verdicchio, 10% Sangiovese e Montepulciano), si ottengono 5 tipologie di vini, più un passito (assente, però, a questo evento):
– un Verdicchio dei Castelli di Jesi: prodotto base dell’azienda, ma molto interessante, di cui si producono circa 10.000 bottiglie, deliziosamente ammorbidito da un 15% di Trebbiano;
– lo Staphylè: un Verdicchio 100% sul quale viene effettuato un diradamento dei grappoli in campo e che presenta i classici caratteri di pienezza del nostro amato Verdicchio (10.000 bottiglie prodotte anche di questo vino, nel 2013);
– il Classico superiore (solo 3.000 bottiglie nel 2012, l’annata 2013 è ancora in vasca): presentato in una elegante renana, questo vino si fa apprezzare in bocca per il corpo e la struttura, supportata da un 14% di alcol, ed al naso per interessanti sentori di miele e fiori gialli leggermente surmaturi. Anche in questo caso, si effettua il diradamento in campo dei grappoli non ritenuti all’altezza.
Rosato: (50% di Montepulciano e 50% di Sangiovese): ottenuto dopo una macerazione di una notte ed un giorno, al quale fanno seguito 25 gg di fermentazione. Colore accattivane e naso piacevole, con sentori di rosa e ciliegia.
Rosso Piceno (60% di Montepulciano e 40% di Sangiovese): anche questo vino prevede una fermentazione di circa 25 giorni ed una permanenza di 6 mesi in barrique di terzo passaggio.
Su entrambi i vigneti a baca rossa, nel periodo estivo si interviene con una defogliazione per evitare lo sviluppo di marciumi e permettere una migliore areazione dei grappoli.

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Tutti vini netti, chiari, sinceri e genuini, in grado di rispecchiare perfettamente la passione di chi li produce.

Nel corso della serata è stato anche svelato il motivo del nome “Grotte del Cantinone”: si trattava, infatti, della cantina dei monaci, adiacente al refettorio.
Al di sotto della città di Osimo si sviluppa un’altra città, fatta di cunicoli: 9 km di pietra arenaria che sono state anche rifugio per persone in fuga dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

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Sebbene la serata sia stata allegra e spensierata, è sempre importante ricordare dove siamo e ciò che è avvenuto in passato negli stessi posti in cui oggi noi stiamo trascorrendo le nostre vite.

Ancora complimenti a tutta l’organizzazione.
Come sempre, sulla nostra pagina facebook, tutte le foto dell’evento!!

Le Maragnole: un bell’esempio di Valpolicella

Oggi facciamo un salto in Veneto per parlare di un’azienda che ho recentemente visitato: “Le Maragnole“, sita a Valgatara di Marano di Valpolicella.

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Ci troviamo nella zona del Valpolicella (“piccola valle”), in provincia di Verona: un delizioso susseguirsi di colline.
Due raccolte: una per l’Amarone ed il Recioto e l’altra per il Valpolicella classico. Entrambe le raccolte vengono effettuate a mano, con una resa di 120 q/ha (+ un 20% consentito di produzione extra, detto “supero”).
La prima raccolta, posta in in cassette di legno, è portata ad appassire all’interno di tini di legno, in ambienti idonei.
Con questa tecnica si ottiene un vino “concentrato” in cui degradano tannini ed acidi e le uve si ammuffiscono parzialmente.
La raccolta viene fatta a fine settembre-inizio ottobre e l’appassimento (qui naturale) procede fino a gennaio, anche inoltrato.
L’appassimento deve avvenire lentamente perché solo così possono svilupparsi muffe nobili.
Le uve sono principalmente tre: Corvina, Corvinone e Rondinella.
I sistemi di allevamento utilizzati sono il guyot (comodo per possibilità di meccanizzazione) e la pergola (più adatta per le caratteristiche delle uve).

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Gli interventi che vengono fatti in campo sono essenzialmente due: diradamento delle gemme e sfogliatura, per favorire l’esposizione dei grappoli al sole.
In cantina, invece, le uve sono sottoposte ad una crio-macerazione (3-4 °C per 3-4 settimane) e durante la fermentazione, la temperatura sale da 11 fino a 22 °C.
Si effettuano poi follature sul vino che permettono di estrarre più mosto possibile dalle bucce già scariche di liquido per via dell’appassimento.
Nel periodo invernale si favorisce la fermentazione malolattica, per ammorbidire il prodotto finale, prima del periodo di invecchiamento:  due anni in botte piccola o grande.
L’imbottigliamento viene realizzato tramite una ditta esterna.
Anche per Valpolicella di questa azienda è previsto un leggero invecchiamento in tonneau da 20 hl.
Il legno utilizzato è francese (più poroso del rovere americano), sottoposto a lavaggio in acqua calda che favorisce la perdita dei tannini più sgraziati.
Si tratta di botti di primo e secondo passaggio per quanto riguarda l’Amarone, terzo e quarto passaggio per il Ripasso.

L’IGT di questa azienda viene realizzato a partire da uve meno appassite ed affronta un periodo di invecchiamento in tonneau da 20 h e raggiunge una gradazione alcolica finale di 15 gradi, mentre l’Amarone arriva a 16,5 gradi alcolici.

Questa azienda commercializza i suoi prodotti principalmente con il Nord Europa (paesi freddi, dove le alte gradazioni alcoliche sono apprezzate) ed in USA (New York e California).

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Degustazione

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1) Valpolicella classico – 12,5 gradi. Anche qui un leggero appassimento (20 giorni).
Rosso rubino
Limpido
Consistente

Naso: Marasca e ciliegio sotto spirito

Bocca: buona freschezza

2) Ripasso (un Valpolicella classico “ripassato” sulle vinacce ancora bagnate dell’Amarone).
Naso più etereo. 14,5 gradi. 2009
Colore già più scuro
Maggior complessità.
Fiori appassiti

Complesso e persistente.

3) El Nane (dal soprannome del nonno Giovanni). IGT da 15 gradialcolici; si tratta di un Amarone a tutti gli effetti, semplicemente pigiato un po’ prima. Affronta l’invecchiamento in botti nuove.
Al naso si sente subito la Malolattica (anche se viene fatta fare a tutti i vini). Balsamico.
In bocca è pieno,  complesso, persistente, molto caldo.

4) Amarone. 16,5 gradi, 2009.2014-05-16 12.54.57
Fermentazione a basse temperature (max 24 celsius), inizio di Malolattica
e poi subito in legno.

Coinoculo: finita la fermentazione si innestano subito i batteri Malolattici e
solo successivamente si passa in legno.
Residuo zuccheri finali: 6 g/l perché prima dell’imbottigliamento si aggiunge
un po’ di Ripasso in maniera da portarlo all’equilibrio.

Colore:Rosso rubino impenetrabile

Al naso è etereo, balsamico, elegante.

In bocca è potente, estremamente persistente, di corpo ed eleganza…
e l’alcol si sente e ti fa sudare…

5) Recioto. Vino rosso passito dolce.
Fino agli anni sessanta nn si produceva vino secco in Valpolicella, oggi è rimasto solo questo prodotto.
La vinificazione avviene a febbraio o marzo (perdita di peso anche del 50%, contro un 20% per il Valpolicella e un 30% per l’Amarone). Invecchiamento e fermentazione in legno in botti di secondo passaggio e molti travasi.
Produzione: 2000 bottiglie all’anno da mezzo litro.

13 gradi alcol. PH di 3,4 e residuo zuccherino di 140 g/l.
Vino ideale per crostate con marmellata e biscotti secchi.

Inutile dire che dopo tutti questi assaggi ero seriamente provato…
ma ne è valsa la pena.
Provare per credere!

Come sempre trovate sulla nostra pagina facebook un album dedicato a questa visita. Clicca qui per vederne le foto.