Ritornano le giornate nazionali della cultura dell’olio e del vino

Anche quest’anno a Maggio c’è un evento da segnare a calendario: la Giornata Nazionale dell’Olio e del Vino. La data di questo 2017 è quella del 13 Maggio.

Ecco la locandina dell’evento della regione Marche:

Giornata nazionale dell'olio e del vino 2017 - Cingoli


13 maggio, ore 09:30 Auditorium chiesa Santo Spirito via del teatro Cingoli (Mc)

L’intera manifestazione ha il patrocinio del comune di Cingoli (MC).

#RadiniRecensioni – ALMA…il mio sogno!!

#RadiniRecensioni  – ALMA è un sogno nel cassetto, che ho tirato fuori e realizzato!
di Federico Radini

Il Master Alma è stato per me un sogno che ha rischiato di rimanere tale per le avversità che ho dovuto affrontare, ma era troppo importante per arrendersi e quindi ho fatto di tutto per concretizzarlo…

Tutto comincia dall’ALMADAY, la giornata dove si ha la possibilità di visitare la Scuola e toccare con mano quello che si andrà a vivere per ben nove mesi: il primo giorno è un susseguirsi di sensazioni, dalla gioia e l’emozione per l’avventura che si stava per vivere, alla curiosità per ciò che ci avrebbe aspettato nel corso dei mesi. Si fa la conoscenza degli altri compagni di master con cui condividere questa esperienza, oltre che una parte della propria vita, avvertendo l’incoscienza di realizzare una propria aspirazione Econ cui comprendere ancor di più il misterioso mondo del vino.

18387351_10212823779537666_1602926782_nSarà perché sono passati tanti anni, ma il mio primo giorno di scuola non lo ricordo, come altri simili, mentre questo primo giorno in ALMA lo sento ancora vivo dentro di me… Vi confesso che mi sono stizzito quando mi hanno tolto un punto per un compito consegnato in ritardo o quando ci hanno riconosciuto un punteggio inferiore per una prova di gruppo: non tanto per punto, ma per l’impegno che non era stato riconosciuto in pieno!

Questo è ciò che mi ha lasciato ALMA: la voglia di mettersi in gioco oltre ogni cosa, buttarsi in ogni occasione per crescere e metterci tutta l’energia che si ha…o tirarla fuori anche quando non se ne ha più!

Gli ultimi mesi, alternati tra le rimanenti lezioni, la prova di gruppo sul marketing e in giro tra le più importanti cantine italiane, seppur meravigliosi, ci hanno messo a dura prova: è lì che la classe e le varie amicizie possono darti quella scintilla necessaria per andare avanti ed affrontare lo stage e la scrittura della tesina, prima della prova finale.

ALMA, prima di tutto è scuola di vita!

18449966_10212823781257709_1413309171_nSentire il vino come un qualcosa di vivo, unico, con una sua anima, che in qualche modo rappresenta lo spirito di chi il vino lo fa!
Persone mosse anch’esse dai propri sogni da realizzare e da tanta passione, ma anche fatica, preoccupazioni e paure…come le improvvise gelate primaverili che hanno certamente tolto il sonno a molti vignaioli.
Allargare la visione e percezione del vino su altri orizzonti, abbandonando le descrizioni tecniche (sicuramente valide ed utili, per certi aspetti, ma talvolta asettiche e prive di coinvolgimento), per cercare di descrivere il vino, il territorio, le storie di come si è arrivati fino ad oggi, raccontando chi c’è dietro, in maniera coinvolgente: sono i produttori i veri protagonisti di quello che troviamo in un calice di vino, dai profumi ai sapori, con tutte le emozioni che ne scaturiscono…
Vi garantisco che quando troverete i vostri “vini” vi accorgerete del senso delle mie parole e se non le comprenderete fino in fondo…bevete un altro calice e l’euforia del vino farà il resto: l’importante che sia vino buono!

18424742_10212823784177782_235701653_nAltro aspetto importante è quello delle degustazioni alla cieca, che ti spingono non tanto a cercare d’indovinare quale vino possa essere, ma ad alzare la sensibilità, cercare di carpirne le sfumature e i dettagli che possono venire dai colori e in particolare dai profumi e dal sapore, anche dopo aver deglutito il vino, e continuare a cercare ogni sensazione che ne possa venir fuori anche dal bicchiere oramai vuoto, imparando a mantenere il giusto equilibrio nella descrizione di quanto si è percepito. Trasformare delle sensazioni, delle emozioni e dei ricordi in parole le prime volte non è facile, ci si sente goffi, timidi e fuori luogo, ma è troppa la voglia di condividere tutto ciò e, passati i primi istanti di smarrimento, ben presto ci si accorge di aver già superato queste insicurezze, cominciando a sviluppare uno stile personale, affinando la propria  comunicazione.

ALMA è una crescita professionale ! 

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#FinanziamenEuropei – EU GATEWAY: opportunità in oriente per chi produce biologico

#FinanziamentEuropei – EU GATEWAY: opportunità in oriente per chi produce biologico
di Matteo Fabbri

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Oggi parliamo del programma EU Gateway, lanciato nel 2016, con l’obiettivo di garantire ai partecipanti la possibilità di accedere a diverse business mission in Corea, Sud-Est asiatico e in Cina.
Ogni missione aziendale può ospitare fino a 50 aziende europee che avranno la possibilità di partecipare ad una missione imprenditoriale di una settimana incentrata su un settore specifico. Tra questi Green Energy TechnologiesAmbiente & Water Technologies, Healthcare & Medical Technologies, Edilizia e Building TechnologiesInformation & Communication Technologies, Design europeo, Prodotti alimentari e bevande (Organic solo in Corea). Attraverso un team dedicato in Europa, così come nei mercati locali, EU Gateway permetterà di sondare le opportunità di business nei mercati asiatici riducendo al minimo i costi necessari per entrare in un nuovo mercato e garantirà nuovi contatti commerciali approfittando di un team di esperti della Commissione Europea.

Le aziende, per essere ammesse, devono avere la loro sede nell’UE, esistere da almeno 5 anni ed essere in grado di dimostrare lo storico finanziario degli ultimi 3. Inoltre, le aziende candidate dovranno avere un fatturato ed un numero di dipendenti sufficiente per entrare con successo nel mercato di riferimento.

flag_ue_2-715x320-620x320Il bando EU Gateway è un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea volta a supportare le aziende nell’ingresso sul mercato asiatico, stabilendo collaborazioni commerciali di lunga durata. La Business Mission dedicata all’Organic Food and Beverage si svolgerà a Seoul (Korea del Sud) da lunedì 23 ottobre a venerdì 27 ottobre 2017. Questa missione riguarda esclusivamente i prodotti biologici. In particolare si rivolge ai produttori di alimenti per neonati, cereali o prodotti a base di cereali, latticini, prodotti da forno, dolciumi, salse e condimenti, olio, birra, vino, liquori, succhi di frutta, tè, caffè e cacao, frutta e verdura, carni e frutti di mare. Non sono ammessi i produttori che utilizzano additivi alimentari, anche se solo in fase di lavorazione del prodotto.

FOOD-WEEK-KOREA-로고Le aziende selezionate avranno l’opportunità di usufruire di servizi progettati per ottimizzare la propria attività commerciale, finanziati totalmente dall’Unione Europea. L’UE in particolare accompagnerà l’azienda nella ricerca di partner commerciali, nella pianificazione dei business meeting e nella promozione del prodotto nel mercato coreano. Verrà fornito inoltre, uno spazio espositivo all’interno della Korea Food Week con un interprete personale, per curare al meglio le relazioni con i potenziali clienti. In questo spazio gli imprenditori potranno presentare il loro prodotto attraendo nuovi partner commerciali. L’UE co-finanzierà anche il materiale espositivo comprensivo di brochure, manuali e documentazione aziendale.

Prima della partenza per la business mission, la Commissione assegnerà un tutor a ciascuna delle aziende selezionate per un periodo di coaching, nel quale gli imprenditori potranno mettere a punto il piano commerciale più efficace, supportati dagli esperti della Commissione.

Durante questa business week i partecipanti avranno anche la possibilità di incontrare i rappresentanti di ambasciate e organizzazioni imprenditoriali degli Stati membri invitati dagli organizzatori. La deadline per partecipare alla missione è il 19 maggio 2017.

Per maggiori informazioni sul presente bando è possibile scrivere a info@culturagroalimentare.com

Focus Europa

L’industria alimentare e delle bevande rappresenta un settore di vitale importanza per l’Unione Europea. L’Europa detiene la quota più importante nelle esportazioni di alimenti e bevande a livello mondiale. Nel 2014, l’industria europea ha registrato il record di surplus commerciale di 27,6 miliardi di euro. Le esportazioni del settore sono in crescita e sono raddoppiate nell’ultimo decennio. Dal 2013 i prodotti che hanno registrato un maggiore incremento sono quelli lattiero-caseari (+ 10%), cioccolato e confetteria (+9%) e prodotti a base di grano e amido (+ 9%).

Vino, Liquori e Birra

Il settore vitivinicolo dell’Unione europea è composto per la stragrande maggioranza da piccoli produttori. L’UE rimane l’esportatore di vino più importante in tutto il mondo e, dopo 3 anni di stabilità relativa, ha raggiunto il miglior risultato nel 2015: 21,9 milioni di ettolitri (+ 3%), che corrisponde ad una performance economica di 9,8 miliardi di euro (+ 8,9%).

L’UE è il secondo produttore di birra più grande al mondo, dopo la Cina. I paesi dell’UE hanno venduto oltre 27 milioni di ettolitri di birra fuori dall’UE nel 2014 (circa il 7% della produzione totale). Le esportazioni di alcuni paesi (intra e extra-UE) rappresentano più della metà della loro produzione totale (in particolare Belgio, Paesi Bassi e Danimarca).

30+50=80 voglia di Romagna: a Bertinoro Albana e Sangiovese in festa

Domenica 7 maggio grande degustazione con oltre 200 espressioni dei due vini simbolo della Romagna proposti dai vignaioli nella Rocca di Bertinoro tra cibo, arte e moda
 80 voglia di Romagna

 Banchi d’assaggio con oltre 200 vini di 40 cantine, un ricco buffet di prodotti romagnoli, il panorama mozzafiato del Balcone della Romagna e la possibilità di visitare un luogo ricco di storia e bellezza: domenica 7 maggio, dalle ore 15 alle 21, alla Rocca di Bertinoro (FC) andrà in scena l’evento “30 + 50 = 80 voglia di Romagna”, la grande festa dell’Albana e del Sangiovese di Romagna!

ALBANA E SANGIOVESE PROTAGONISTI – Lei è bionda, poliedrica e ha una grande personalità. Lui è rosso, affidabile e con un’anima conviviale. Il primo vino bianco italiano ad aver ottenuto la Denominazione d’origine controllata garantita nel 1987 e il vino bandiera enologica di un’intera terra, diventato Doc nel 1967, festeggeranno i loro compleanni con una grande degustazione in compagnia dei vignaioli dei diversi angoli della Romagna.

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L’appuntamento, organizzato da Italia nel Bicchiere e Ca’ de Be’ con il patrocinio del Comune di Bertinoro e la collaborazione del Centro residenziale universitario, inizierà alle ore 15, quando nelle bellissime sale e nel grande terrazzo panoramico della Rocca di Bertinoro sarà possibile degustare liberamente le numerose interpretazioni di Albana e Sangiovese di Romagna servite direttamente dai vignaioli, abbinandole ai sapori tipici del territorio proposti in un ricco buffet ad accesso libero.
LaMaestosaRocca

UN SORSO DI ARTE E CULTURA – Per l’occasione sarà possibile visitare il Museo Interreligioso e la Rocca di Bertinoro a un prezzo ridotto (5 euro), arricchendo un pomeriggio e una serata all’insegna dell’enogastronomia di eccellenza con un’esperienza culturale di grande fascino. Il Museo propone una collezione che abbraccia le tradizioni artistiche ebraiche, cristiane e musulmane, coprendo un arco temporale che spazia dal XV al XX secolo.

Abito Judged 

ALBANA DIVENTA… DI MODA – Ricca di storia e tradizione, ma sempre alla moda: in occasione di “30 + 50 = 80 voglia di Romagna” l’Albana di Romagna diventerà di moda ispirando tre abiti unici presentati in anteprima dalla stilista Carmentea Tsaparopulos (Atelier Judged), autrice della prima collezione “Wine Fashion” dedicata al connubio vino-moda presentata in occasione di Vinitaly 2017. Saranno in mostra alcuni scatti della collezione insieme agli abiti dedicati alla regina dell’enologia romagnola.

 

Il ticket d’ingresso di 15 euro comprende calice, tasca portacalice, degustazione libera dei vini presenti, accesso libero al buffet.

Per i soci AIES, AIS, ANAG, ASPI, FIS, FISAR il ticket è di 12 euro. Accredito stampa e operatori: info@italianelbicchiere.it

 Luca Casadei
Italia nel Bicchiere
info@italianelbicchiere.it

FinanziamentEuropei…un supporto in più per le Aziende Italiane

Con oggi apriamo una nuova rubrica all’interno di questo sito, con cui andremo a parlare di Bandi e Finanziamenti per aprire nuove possibilità di sviluppo per le Aziende Agroalimentari e creare così nuove opportunità di collaborazione con chi ha desiderio di muoversi in questo ambito.

matteo_fabbri.jpgLo faremo assieme a MATTEO FABBRI Laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto dell’UE avanzato. Matteo lavora dal 2015 a Bruxelles e ha fatto parte per quasi un anno, del Gabinetto del Vice Presidente del Parlamento Europeo. Da Aprile 2016 lavora come Policy Advisor presso una società di consulenza per le PMI. Esperto in finanziamenti dell’Unione Europea, conosce quello che serve alle PMI agroalimentari per sostenere la propria crescita sui mercati internazionali.

Matteo, quali pensi siano le criticità principali per le Aziende del Settore Agroalimentare che si avvicinano al mondo dei Finanziamenti Europei?

Probabilmente le criticità maggiori per quanto riguarda i fondi europei, siano essi diretti o indiretti, sono a livello di comunicazione e di accessibilità. Penso che le aziende debbano essere messe in condizione di accedervi facilmente. Allo stato attuale esistono troppi ostacoli. E’ anche per questo motivo che nasce questa rubrica sui fondi europei all’interno di CulturAgroalimentare: per fornire alle aziende il “codice d’accesso” ai finanziamenti.

Che impressione ti sei fatto sulle attuali politiche europee di sviluppo per il settore Agroalimentare?

commissione-europeaMi sembra che le attuali politche europee stiano andando nella giusta direzione, ma si può sicuramente fare di più per tutelare le nostre imprese. In Italia abbiamo un patrimonio agroalimentare incredibile, come dimostrato anche dal primato nel numero di IGP e di DOP. In queste settimane è stata pubblicata la classifica di «Global Health Index», l’agenzia creata da Bloomberg, che valuta lo stato di salute della popolazione in base a diversi indicatori e l’Italia si è classificata al primo posto, grazie soprattutto alla dieta mediterranea e agli straordinari prodotti del nostro territorio. Questa ricchezza va tutelata ed esportata. Pensa che in Gran Bretagna è stato introdotto un sistema di etichettatura dei prodotti agroalimentari cosiddetto “a semaforo”, che considera, ad esempio, il Parmigiano Reggiano più nocivo di una diet cola, danneggiando le aziende e fuorviando il consumatore. In questo l’Europa deve essere vigile.

E adesso, quale bando particolarmente interessante ti senti di suggerire al nostro pubblico?

In questo momento c’è un bando veramente valido: il programma EU Gateway.

Tuttavia, è mia intenzione parlarne più approfonditamente nel mio primo articolo qui su CulturAgroalimentare.

Quindi…continuate a seguirci!!

Vino e Vigne biologiche – Convegno UNIVPM ed AIS Marche

Il 21 Aprile scorso, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali, si è tenuto un interessante convegno sulle tecniche biologiche in vigna ed in cantina.

Tecniche Biologiche in Vigna ed in cantina

Sono intervenuti docenti dell’Università Politecnica delle Marche, esperti e tecnici di importanti realtà vitivinicole marchigiane e dell’A.S.S.A.M. (Agenzia Servizi per il Settore Agroalimentare delle Marche).

Si è partito considerando il cambiamento dei vini negli ultimi anni: a cosa è dovuto? Come sta evolvendo l’enologia, in seguito alla sempre maggior richiesta e produzione di vino biologico (ma anche biodinamico/naturale, ecc…)?

La superficie vitata a bio ha superato i 4.000 ettari nelle Marche. L’interesse dei viticoltori è in crescita e si sposa con il discorso della sostenibilità.

Sandro Nardi, del servizio fitosanitario regionale ASSAM, ha poi iniziato il suo intervento, concentrandosi sui prodotti ammessi in regime di agricoltura biologica: questi hanno persistenze minori rispetto a quelli usati nella tradizionale o nell’integrata e, dunque, necessitano generalmente di un numero maggiore di interventi.

La viticoltura biologica nelle Marche è in aumento e il nuovo Piano di Sviluppo Rurale ha allocato risorse dedicate proprio a questo settore. È dal quadro normativo che si desumono gli interventi che si possono fare in campo.

L’allegato 2 del regolamento CE 889/2008 è molto dettagliato al riguardo, elencando tutti gli  antiparassitari autorizzati in agricoltura bio.

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Generalmente, le molecole devo esser ottenute da estratti naturali e non da sintesi chimica.

Feromoni, piretrine naturali (estratti da piante tipo il crisantemo), olii vegetali, microrganismi, sostanze di origine organica ed inorganica (con limitazioni sui quantitativi per anno e per ettaro); poi vi sono sostanze corroboranti, che si possono utilizzare in abbinamento ad altri prodotti oppure con finalità collaterali, ma non con scopo primario.
Le possibilità ammesse in bio sono, ovviamente, in evoluzione e ogni anno bisogna ricontrollare la lista di prodotti ammessi ed autorizzati.

Le avversità principali sono costituite da:

crittogame –> peronospora (contrastabile con sali di rame, prodotti alternativi al rame, come l’olio d’arancio dolce. Da mezzo kg a due kg li di prodotto per ettaro per unico intervento, ma non più di 6 kg di prodotto all’anno);
 oidio (zolfi bagnabili o polverulenti);
⁃ botrite (alcuni bacilli e bicarbonati di potassio. Rame e zolfo in parte);
 mal dell’esca.

Ha preso poi la parola il professor Gianfranco Romanazzi (docente di patologia vegetale) che è intervenuto ribadendo subito un concetto molto importante: gli apporti di prodotti fitosanitari sono maggiori in agricoltura bio rispetto a quelli dell’agricoltura tradizionale ed integrata; 6 kg per ettaro per anno di rame sono il limite consentito.

Vi sono poi altri prodotti che si possono utilizzare: sono possibili tentativi con polvere di propoli più rocce che si è visto poter portare anche ad una riduzione di circa il 50% delle malattie, mentre col rame la riduzione arriva, spesso, ad oltre il 90%.

Il rame si accumula e resta sul terreno e sul legno di potatura anche mesi dopo i trattamenti.

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Poltiglia bordolese ed idrossido di rame sembrano i prodotti più efficaci, nelle annate scarsamente piovose. Interessante il chitosano che protegge da peronospora ed induce resistenza nelle piante, soprattutto nelle annate piovose.

E’ stato poi il turno della professoressa Paola Riolo (docente di entomologia generale ed applicata) che ha parlato di due “odiosi” parassiti della vite: la tignoletta e Scaphoideus titanus.

Lobesia botrana è un lepidottero tortricide che depone un uovo all’interno dell’acino. Svolge tre generazioni all’anno: di conseguenza tre volte all’anno si ha il pericolo di danni, prima sui fiori e poi sugli acini. Gli adulti sono attivi a temperature superiori ai 15°C (con un optimum di 25°C) ed umidità relativa del 40/70%. Le larve possono causare danni anche all’olivo.

I danni sugli acini sono poi utili per Botritis cinerea, che può sfruttare i fori sugli acini per penetrare ed ammuffirli. La pioggia ostacola i voli di queste farfalline ed estati calde e secche ne ostacolano lo sviluppo (umidità relativa inferiore a 40% e temperature superiori a 30°C). Bisogna fare rilevamenti della presenza degli adulti piazzando trappole a feromone specifiche per i maschi. Così si realizzano le curve di volo che danno indicazioni su quando eseguire i trattamenti, osservando al contempo i danni sui fiori e sugli acini. La soglia di intervento è il 5%. Confusione sessuale con erogatore di feromone sintetico.

Altro mezzo di contrasto è il Bacillus thuringensis che deve intervenire sulle larve appena sgusciate.  In ultimo si possono usare specifiche neurotossine.

Per quanto riguarda S. titanus, invece, i trattamenti sono da effettuare nelle ultime fasi giovanili, generalmente verso giugno, con le Piretrine.

E’ intervenuto poi Gabriele Tanfani (Agronomo dell’Azienda Bucci) che ha voluto precisare subito che il vino biologico è l’unico normato dal legislatore a livello comunitario.
“Oggi ci sono dei contributi per chi fa biologico, ma quanti sono quei produttori che lo hanno fatto per scelta e lo avrebbero fatto anche senza contributi?” Quesito interessante che ha poi stimolato una piacevole tavola rotonda.

Concimazione, potature ed inerbimento: la vite deve mangiare poco ed esser sana.

Il biologico, se fatto seriamente, permette di esaltare le caratteristiche di un territorio perché ne limita al massimo le possibili “alterazioni esterne” dovute alla chimica.

Giuliano D’Ignazi (Enologo dell’Azienda Moncaro), ha iniziato il suo intervento da una considerazione: la crescita del 280% del biologico negli ultimi 10 anni. La prima normativa comunitaria sulle coltivazioni biologiche risale al 1991, la normativa CE 203/2012, invece, riguarda le tecniche di vinificazione.

Si è passato da una enologia “curativa” ad una preventiva. L’utilizzo delle biotecnologie è in crescita anche nella viticoltura tradizionale e, in generale, l’utilizzo della chimica sta diminuendo perché non consente di fare una vera qualità e non è rispettoso dell’ambiente.

Il vino è un bene di piacere, che deve emozionare, quindi il vino biologico deve essere piacevole e gustoso almeno quanto quello non biologico.

10 mg/l di solforosa sono il limite per non inserire la dicitura “contiene solfiti” in etichetta. Limite difficile da non superare anche per chi fa biologico.

Tutte le aziende di questo settore hanno controlli documentali, con riscontri analitici sul campo e sul vino. Se non si costruisce la qualità in campagna, con uve sane, l’enologo non può fare miracoli in cantina ed il risultato finale sarà comunque mediocre e necessiterà di maggiori trattamenti.

Giuseppe Camilli (Responsabile settore vitivinicolo ASSAM), si è invece concentrato sula sostenibilità che deve essere economica, ambientale e sociale.

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Utilizzando alcuni dati riportati da infowine.com, Camilli ha parlato di sostenibilità come di un percorso in cui non vi è un punto di arrivo: col progredire delle conoscenze, si potranno avere sempre più prodotti maggiormente sostenibili.

Il dibattito si è avviato alla conclusione con un “ping pong” tra Marco Menghini (presidente associazione agronomi marche) e la professoressa Oriana Silvestroni che hanno parlato dell’importanza di una corretta gestione del vigneto possibilmente fin dall’impianto. Il vino biologico deve essere piacevole e forse anche di una qualità sensoriale maggiore rispetto a quello da agricoltura convenzionale perché l’uva dovrebbe esser ancor di più segno del territorio di provenienza.

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Esistono oltre 20 enti certificatori, il cui codice è riconoscibile dalla sigla “Lit bio” riportata sull’apposita etichetta del biologico, ma la cosa più importante resta sempre quella di conoscere le cantine e capire se queste stanno facendo biologico per scelta etica od economica, in quanto l’approccio, almeno in prima battuta, è sensibilmente diverso.

Il futuro potrebbe essere l’utilizzo sempre maggiore di varietà ibride di vigna maggiormente resistenti ad oidio e peronospora che potrebbero essere una soluzione per ridurre l’impatto ambientale dei trattamenti.

Discorso diverso è per il biodinamico che non è necessariamente garanzia di una maggior qualità, ma solo del rispetto di una determinata filosofia. Prima bisogna essere biologici e poi certificarsi Demeter per entrare nel novero dei produttori biodinamici, i cui prodotti finali si avvalgono esclusivamente  dell’uso di lieviti indigeni, riprodotti di anno in anno e non liofilizzati.

Un pomeriggio di vera “CulturAgroalimentare” che si è concluso nel migliore dei modi: un piccolo rinfresco, accompagnato da vini tutti rigorosamente bio, di Aziende Marchigiane.

Come sempre, tutte le foto di questo evento sono disponibili sulla Pagina Facebook di CulturAgroalimentare.com cliccando qui.