21.04.2017 – Convegno “Vino e Vigne Biologiche” (Ancona)

Il tema del biologico è sempre più d’attualità anche nel comparto vitivinicolo, per questo l’Associazione Italiana Sommelier ha pensato di parlarne in un incontro con esperti che ne illustreranno alcuni aspetti fondamentali.

Tecniche Biologiche in Vigna ed in cantina
La tavola rotonda si terrà venerdì 21 aprile dalle ore 15:00, all’Università Politecnica delle Marche, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali, presso l’aula azzurra.

Chiunque fosse interessato a questi temi è invitato a partecipare.

Oscar Farinetti all’ISTAO (Ancona, 27.03.2017)

Ogni anno l’ISTAO (Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell’economia e delle aziende) ospita un personaggio di rilievo nel panorama imprenditoriale (e non solo) per tenere una Lectio Magistralis.
Quest’anno è stata la volta di Oscar Farinetti, ex patron della catena Unieuro e fondatore, 12 anni fa, di Eataly, realtà internazionale che oggi conta quasi 6000 dipendenti, la metà dei quali in Italia.
Tanti gli argomenti toccati e gli spunti di riflessioni forniti durante un’ora di piacevolissima “chiacchierata”. Si è partiti dall’importanza di mantenersi sempre giovani e positivi verso il futuro, senza tralasciare il passato e le proprie radici.20170327_105229
Farinetti si è rapidamente soffermato su alcuni aspetti particolarmente importanti, legati alla realtà Eataly:
– non esistono barriere per l’innovazione e l’organizzazione;
– è necessario consentire il passaggio generazionale (in tal senso la nomina del nuovo a.d. Guerra);
– guardare avanti con ambizione: in tal senso, la prossima quotazione in borsa, ma anche lo sviluppo di “FICO”, un progetto da 80 ettari nella zona di Bologna, con oltre 40 ristoranti e l’obiettivo di superare i 10 milioni di visitatori nel primo anno di vita.
Oscar Farinetti ISATO Ancona
Farinetti è nato il 24.09.1954 ad Alba, nelle Langhe, zona in continua crescita per il turismo, ma che solo 50 anni fa versava in condizioni molto difficili.
Da qui l’importanza di guardare al passato, per costruire il futuro: prendersi il giusto tempo per fare la propria analisi, quindi passare alla costruzione progettuale (project management, il progetto) e, infine, curare il racconto (lo story telling).
L’analisi è la fase più importante: se si sbaglia lì, tutto il progetto andrà male. Serve guardare al passato per copiare, con la dovuta leggerezza, senza rimpianti o dare colpe, ma trovando soluzioni.
Ci sono tre stati d’animo riguardo al passato: rimpianti, rimorsi e soddisfazione.
Qui Farinetti lancia una simpatica proposta: perché non rimuovere la “gola” dai peccati capitali, rimpiazzandola con il “pessimismo”?
Meglio essere positivi ed ottimisti (numerose i richiami a Tonino Guerra, il poeta dell’ottimo), cercando di avere confidence, ossia fiducia: in sè stessi e negli altri. È questo un aspetto fondamentale per dare il meglio di sé ed aiutare gli altri a dare il loro meglio.
170 anni fa circa nasce la società dei consumi:
Posto di lavoro –> salario –> consumi.
Oggi c’è internet (visto come il fuoco dell’era moderna) che, unitamente all’automazione dell’intelligenza artificiale,  sta abbattendo i posti di lavori. Ora, che fare?
Cambiare il modello sociale (con l’istituzione di reddito di cittadinanza: “esisto quindi merito un salario“) o creare nuovi posti di lavoro?
La società di consumi produce beni e servizi con l’obiettivo di incrementare il benessere delle persone. La società negli ultimi 50 anni è cresciuta come non aveva mai fatto prima e ora siamo un numero di persone che non ha eguali nella storia. Un grosso problema è lo spreco: in tutti i settori, dal cibo all’abbigliamento, ma attenzione: se riducessimo lo spreco andremmo a ridurre ulteriormente i posti di lavoro.
La sostenibilità ed il rispetto del pianeta in cui ci troviamo sono il business del futuro e qui si creeranno nuovi lavori ed occasioni di impiego: inventare strumenti e servizi che allontanino la fine del mondo e, quindi, la nostra. Fare del bene al Pianeta, guadagnando bene.
Ognuno di noi deve fare qualcosa per aiutare il Pianeta. Farinetti afferma di volerlo fare con la sua politica “Zero waste! No rifiuti“.
La crisi dei posti di lavori costringerà molti giovani a diventare imprenditori, con un focus sul rispetto per la terra, l’acqua e l’aria. Il valore del rispetto deve diventare un elemento “cool”.
Non sono mancate stoccate a quelli della sua generazione che hanno combinato danni enormi e che spesso hanno anche la pretesa di poter dare consigli ai giovani (“non ascoltate nessuno, ma sbagliate da soli”) e a coloro che hanno la presunzione di essere i padroni della terra e vogliono costruire muri per impedire agli altri di potersi muovere e spostare (“che merito o colpa ha una persona di esser nata in un certo posto del mondo in un determinato periodo storico?”).
Ed infine il futuro, che può essere visto con paura o con speranza…
Inutile dire quale sia l’approccio del numero uno di Eataly al futuro.
Insomma, un’ora di intervento che è stata un po’ un inno alla gioia, alla positività ed alla voglia di fare.
Un lunedì’ mattina diverso dal solito…e non si poteva scegliere un giorno migliore, per affrontare la settimana con il giusto spirito!
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Cliccando qui è possibile vedere tutti gli scatti di questa stimolante mattinata.

Aggiornamento: il 21 Aprile l’ISTAO ha reso disponibile sul suo canale youtube l’intero intervento di Farinetti. Per chi fosse interessato, ecco il video…

 

Stocco, street food e solidarietà…Ancona, settembre 2016

#Stocco, #StreetFood e solidarietà: piazza Pertini diventa il fulcro del sabato sera anconetano

«Siamo riusciti nell’impresa di riempire piazza Pertini. Nella serata di sabato siamo stati davvero presi d’assedio. Gli amanti dello stocco, il piatto principe dell’eccellenza di Ancona sono sempre in crescita». È il commento di Bernardo Marinelli, presidente dell’Ordine Cultori della Cucina di MareRe Stocco“, l’associazione che insieme a Coldiretti Marche e Confartigianato Imprese, ha organizzato la tre giorni di Street Food di piazza Pertini. Partita a rilento il venerdì, l’evento ha catalizzato migliaia di avventori per tutta la giornata di sabato. Stoccafisso, cucinato all’Anconetana o come sugo per i paccheri dagli chef Massimo Bomprezzi e Vittorio Serritelli con gli studenti dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia, che sale in cattedra, dunque. 
Il boom di presenze si è registrato sabato sera quando la movida anconetana ha scelto piazza Pertini per cena e dopocena ravvivato, tra l’altro, dal concerto dei So Soul: Veronica Key e Stritti con Shiffa al dj set. «Anche stavolta – aggiunge Marinelli – abbiamo fatto fatica a soddisfare le richieste dei consumatori. E questo nonostante il tempo incerto della giornata di venerdì. Come “Re Stocco” abbiamo deciso, proprio per incontrare le richieste di quanti non sono riusciti ad assaggiare il nostro Stoccafisso all’Anconetana, di aprire anche ai non soci la nostra cena di gala che organizziamo tutti gli anni. L’appuntamento, previa prenotazione, è per il prossimo 11 novembre al Ristorante Delle Rose a Marina di Montemarciano». 
Ottima anche la raccolta solidale per le popolazioni terremotate. Per i numeri finali si attende il conteggio di lunedì a stand chiusi, ma intanto, per far rendere l’idea, vale la pena di evidenziare che la sola iniziativa di Coldiretti, con la Caciotta Solidale, venduta ai banchi del mercato di Campagna Amica, ha segnato quota 300 forme vendute tra venerdì e sabato. L’intero ricavato della vendita del formaggio, fatto con il latte delle stalle delle zone terremotate da Grifo Latte, Coldiretti e Fondazione Campagna Amica, sarà destinato alle aziende distrutte dal sisma. Ma anche le aziende del mercato hanno messo in atto iniziative singole, come quella dei Sapori dei Monti di Massignano che ha destinato agli allevamenti colpiti dal sisma un euro per ogni tre di spesa sui cocomeri e uno su ogni due di spesa per le marmellate in vendita.
Marco Catalani
ufficio stampa

16 – 18 Settembre: Street Food Ancona in soccorso ad Amatrice

L’Ordine dei cultori della cucina di mare “Re Stocco“, anche quest’anno organizza, in collaborazione con Coldiretti Marche e Confartigianato Imprese, STREET FOOD: la manifestazione enogastronomica si terrà i prossimi 16, 17, 18 settembre ad Ancona, in piazza Pertini.

MANIFESTO

All’evento parteciperà anche l’Associazione Amatriciana Qualità Italiana.

I responsabili sono scampati per miracolo al tragico evento sismico del 24 agosto e grazie al contributo solidale dell’associazione “Re Stocco” potranno prendere parte all’iniziativa anconetana, nonostante i danneggiamenti subiti alle loro attrezzature.

Proprio da Ancona potranno dunque ripartire a promuovere il tipico piatto di Amatrice.

Lo stand, raccogliendo la proposta di Carlo Petrini di Slow Food, per ogni piatto consumato raccoglierà 2 euro che saranno poi versati sul c.c. appositamente istituito dal Comune di Amatrice.

Invito, quindi, tutti coloro che possono partecipare ad aderire a questa iniziativa e a  darne massima diffusione tra i propri contatti.

Può sembrare un piccolo gesto ma possiamo dare insieme un concreto contributo alla ricostruzione del paese gravemente colpito dal terremoto.

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Il Rosso Conero nei ristoranti delle Marche

VINO: IMT PRESENTA LA CAMPAGNA “RED MARINE WINE” SUL ROSSO CONERO.
LA PRIMA DOC ROSSA DELLE MARCHE FA SQUADRA CON I RISTORANTI DI PORTONOVO

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Al via “Red Marine Wine”, la campagna del Rosso Conero promossa dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Per l’estate 2016 infatti la prima doc rossa nata nelle Marche si rifà il look con una nuova immagine coordinata e un nuovo claim che si affiancheranno ad azioni promozionali e di marketing realizzate in sinergia con i ristoranti della Baia di Portonovo. A presentare l’iniziativa oggi a Portonovo, alla presenza dei produttori di Rosso Conero e Conero Riserva aderenti al progetto, il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), Alberto Mazzoni e il presidente del consorzio La Baia di Portonovo, Marcello Nicolini.

portonovo

Obiettivo della campagna “Red Marine Wine”, in partenza dal 10 luglio sulla stampa e sui social network con una pagina Facebook dedicata, è “il rilancio di una denominazione caposaldo della viticoltura marchigianaoltre 350 gli ettari vitati e più di 13mila gli ettolitri di vino imbottigliato nella campagna 2014-2015attraverso un brand che ne rievoca il terroir e l’incontro tra il mare della Baia di Portonovo e il Monte Conero. Un ambiente straordinario, caratterizzato da brezze marine e da un terreno calcareo che permettono al vitigno Montepulciano di esprimere nel Rosso Conero una tipicità unica e irripetibile altrove”, come spiegato dallo studio HEERO che ha realizzato l’advertising.

All’insegna del connubio tra Rosso Conero e mare sarà anche il progetto di marketing territoriale, che prevede dal 10 luglio al 31 ottobre una carta dei vini ‘ad hoc’ e degustazioni al calice in abbinamento ai piatti a base di pesce e di moscioli in dodici ristoranti della Baia di Portonovo contraddistinti da apposita vetrofania. Ad arricchire la carta anche un QR code in grado di fornire in tempo reale su smartphone la geolocalizzazione e le informazioni delle cantine, che sarà utilizzato parallelamente per le brochure in distribuzione negli alberghi della zona.

Mazzoni e IMT

Dopo il Verdicchio – ha detto il direttore di IMT, Alberto Mazzoni – anche il Rosso Conero fa squadra con il territorio in un progetto di promozione che per la prima volta unisce 20 aziende, pari al 90% della denominazione, per ridare il giusto slancio ad un prodotto piacevole da bere, non necessariamente legato all’uso del legno, e che esprime una fetta importante della nostra produzione. L’obiettivo è quello di intraprendere, sulla scia di quanto fatto per il Verdicchio, un percorso condiviso sulla qualità totale e sulla promozione di un brand che si lega ad un territorio di forte appeal a livello turistico. Entro il prossimo inverno – ha concluso Mazzoni – puntiamo a coinvolgere anche alberghi e ristoranti di Senigallia, Porto Recanati e dell’entroterra”.

ECCO L’ELENCO AZIENDE IMT E DEI RISTORANTI ADERENTI A RED MARINE WINE

lista aziende e ristoranti Red Marine Wine

(Intercom – Ufficio stampa IMT, Ilaria Koeppen)

Le mie amate Marche (#1 parte)

Circa due anni fa ho scritto un pezzo sulla mia Regione che poi non ho pubblicato sul mio blog, ma su altri siti.
A distanza di tempo e dopo quasi un anno trascorso in Norvegia, voglio condividerlo anche con il lettori del mio blog, rivisto e correto.

Buon Viaggio!!

Il nome “Le Marche” deriva dal tedesco Mark: insieme di territori di frontiera, “di marca”, appunto. Questo proprio ad indicare una Regione da sempre un po’ “appartata”, costituita da zone rimaste a lungo divise tra loro e solo nel tempo aggregate in un’unica unità amministrativa. Percorrendola da Nord a Sud si passa dalla zona al confine con la Romagna, dove spiccano il Castello di Gradara ed il Palazzo Ducale di Urbino, alla riviera delle palme di San Benedetto del Tronto, fino ad Ascoli Piceno, patria delle famose (quanto golose) olive all’ascolana, passando per Ancona, il capoluogo, Macerata e Fermo, cuori pulsanti delle attività manifatturiere di questa Regione.

Veduta dal monastero di Fabriano

Le Marche hanno una popolazione numericamente piuttosto esigua (appena un milione e mezzo di abitanti), ma sono estremamente varie anche dal punto di vista del territorio, passando dal mare alle dolci colline. Da sempre vocate all’agricoltura ed ai prodotti di eccellenza (basti pensare alla storica sagra del tartufo di Acqualagna), dal 2003 possono vantare anche una certificazione di qualità dei loro prodotti, attraverso il marchio QM: qualità garantita dalle Marche. Questa varietà si rispecchia, ovviamente, anche a tavola e, soprattutto, nel bicchiere: 5 DOCG, 19 DOC e una IGT. Il vigneto marchigiano conta circa 24 mila ettari coltivati a Vitis vinifera, per lo più distribuiti lungo la fascia orientale, prevalentemente collinare. Le più importanti zone produttive sono quelle dell’area dorica (zona del Conero, ad Ancona) e dell’area Picena (zona dell’ascolano), ottimamente esposte a sud.
Montepulciano, Sangiovese e Verdicchio sono i vitigni più diffusi, da cui si ottengono buona parte dei vini prodotti in questa Regione.Grappolo di Montepulciano
In particolare il Verdicchio, nelle sue due declinazioni (Castelli di Jesi e Matelica) ha portato in auge Le Marche nel Mondo: è questo, infatti, stando ad uno studio dell’Università Politecnica delle Marche e dall’Istituto Marchigiano di tutela Vini, il miglior vino bianco d’Italia.
Dal Verdicchio otteniamo due DOCG (Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e Verdicchio di Matelica Riserva) e due DOC (Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica). L’areale di produzione è lo stesso sia per la DOC che per la DOCG: 22 comuni della provincia di Ancona e due della provincia di Macerata per il Verdicchio jesino, sei comuni della provincia di Macerata e due di quella di Ancona per il Verdicchio matelicese. Non è ammesso l’uso di uve a bacca bianca diverse dal Verdicchio, in quantità superiore al 15% ed il periodo di invecchiamento, per entrambe le DOCG, deve essere di minimo 18 mesi, di cui almeno sei in bottiglia. Dai colli pesaresi a quelli ascolani, passando per i maceratesi: Le Marche non sono solo il Verdicchio.
Tra Pesaro ed Urbino vengono realizzate due DOC: Bianchello del Metauro (da uve Biancame e Malvasia Toscana) e Colli Pesaresi (da vitigni tradizionali a bacca bianca, oltre a Trebbiano e Biancame, per la tipologia Bianca e Sangiovese per le tipologie Rosato e Rosso).
Rimanendo sempre a Nord, ma spostandoci verso Pergola, incontriamo un’altra DOC: Pergola. Le tipologie sono svariate: Rosso, Novello, Superiore, Riserva, Rosato Frizzante e Rosato, o Rosè, Spumante (vitigno Aleatico per almeno il 60%), mentre il Pergola Aleatico, Aleatico Superiore, Aleatico Riserva, Aleatico Spumante ed Aleatico Passito si ricavano sempre dal vitigno Aleatico, presente per almeno l’85%.
Ancona - il Passetto
Spostandoci verso la zona dorica, incontriamo l’area della Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba: DOC presente in versione base, Superiore e Passito. Tale vino, particolarmente profumato e dalla beva estremamente gradevole, è ottenuto dalle uve del vitigno autoctono Lacrima, unico di questa zona d’Italia. A ridosso di Ancona possiamo gustarci una DOCG e ad una DOC: se il Montepulciano incontra il Sangiovese (per non più del 15%) ecco nascere il Rosso Conero Riserva DOCG, se invece, assieme al Montepulciano vi sono altri vitigni a bacca nera (sempre non oltre il 15%) potremo avere il Rosso Conero DOC. Comune alle provincie di Ancona e Macerata, la DOC Esino: Rosso (può essere anche novello) e Bianco (anche frizzante). Per i bianchi ci deve essere un minimo del 50% di Verdicchio, mentre per i rossi i vitigni Sangiovese e Montepulciano, da soli o congiuntamente, devono costituire almeno il 60%. Possono concorrere, per le percentuali restanti, tutte le uve autorizzate e/o raccomandate nelle province di Ancona e Macerata.
Altra DOC molto importante delle Marche è quella delRosso Piceno che attraversa buona parte della Regione: è presente, infatti,nelle province di Ancona (ad esclusione della zona del Rosso Conero), Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno.vigneti del Piceno
Il Rosso Piceno si ottiene da uve Montepulciano (35-85%) e Sangiovese (15-50%), ma possono essere aggiunte, fino ad un massimo del 15%, anche tutte le uve non aromatiche, a bacca rosse, idonee alla coltivazione nella Regione Marche. Le tipologie? Rosso Piceno o Piceno, Sangiovese e Superiore.
Un discorso a parte merita il Rosso Piceno Superiore che si può produrre solo in una ristretta zona del territorio della provincia di Ascoli, comprendente appena 13 comuni; la sua immissione al consumo deve essere successiva al primo novembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Nel prossimo post parleremo del maceratese e della IGT Marche. Restate connessi!!