22 Maggio 2017: nelle Marche la festa del Franciacorta quest’anno è a Pesaro!

Saranno gli splendidi giardini e le bellissime sale di Villa Cattani Stuart di Pesaro ad ospitare, lunedì 22 maggio, la seconda tappa italiana dei Festival itinerante di quest’anno, organizzato dal Consorzio Franciacorta con il patrocinio del comune di Pesaro. I produttori franciacortini, seppure in trasferta, non potranno che sentirsi a casa in questa città simbolo dell’enogastronomia marchigiana, scelta proprio per la sensibilità culinaria ed enoica dei suoi cittadini, che da vari anni dimostrano grande considerazione verso la qualità dei vini Franciacorta.
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Come di consueto, i banchi d’ assaggio saranno accessibili per la stampa e gli operatori nel pomeriggio, con la possibilità di partecipare ad un interessante seminario di degustazione dedicato al Satèn e alle diverse interpretazioni di questa tipologia unicamente prodotta in Franciacorta. Dalle 18.00 anche l’apertura al pubblico e l’appuntamento ad una divertente degustazione dal titolo “indovina chi?”, durante la quale i partecipanti si sfideranno nel riconoscere le peculiarità delle varie tipologie.

Per esperti e appassionati, per operatori del settore e curiosi, sarà un’occasione speciale per conoscere e approfondire il gusto del Franciacorta, declinato nelle sue diverse sfumature. Con l’aiuto dei produttori delle cantine partecipanti, i visitatori saranno guidati alla scoperta delle varie etichette, dei segreti alla base della loro realizzazione e del loro territorio di appartenenza.

Villa Cattani Stuart é sita in Via Trebbianico 67, a Pesaro.

Ecco le 37 cantine presenti:

  • 1701
  • ABRAMI ELISABETTA
  • AZIENDA AGRICOLA FRATELLI BERLUCCHI
  • BARONE PIZZINI
  • BERLUCCHI GUIDO
  • BERSI SERLINI
  • BIONDELLI
  • BORGO LA GALLINACCIA
  • BOSIO
  • CA’ DEL BOSCO
  • CA’ D’OR
  • CANTINA CHIARA ZILIANI
  • CASTELLO DI GUSSAGO LA SANTISSIMA
  • CORTE AURA FACCOLI LORENZO
  • FERGHETTINA
  • FRANCA CONTEA
  • LA MONTINA
  • LANTIERI DE PARATICO
  • LA ROTONDA
  • LA TORRE
  • LAUDAVIT
  • LO SPARVIERE
  • MARCHESE ANTINORI TENUTA MONTENISA MIRABELLA
  • MONTE ROSSA
  • MOSNEL
  • QUADRA
  • RICCI CURBASTRO
  • RONCO CALINO
  • SANTUS
  • SOLIVE TENUTA MONTEDELMA
  • UBERTI
  • VEZZOLIGIUSEPPE
  • VILLACRESPIAMURATORI
  • VILLAFRANCIACORTA

Franciacorta Festival Pesaro 2017

Per i partecipanti al banco d’assaggio ci sarà la possibilità di prender parte ai SEMINARI DI DEGUSTAZIONE:

  • Alle ore 16:30 “FRANCIACORTA SATÈN – Diverse interpretazioni della tipologia unica prodotta in Franciacorta.”
  • Alle ore 18:30 “INDOVINA CHI? – Degustazione alla scoperta delle diverse tipologie di Franciacorta.”

Per partecipare ai seminari è necessario registrarsi sul sito http://franciacorta.eventbrite.it dove sono disponibili in prevendita i biglietti al costo di € 20,00.
Biglietto d’ingresso ridotto per soci AIS, FISAR, Fondazione Italiana Sommelier, ONAV, Slow Food € 15,00.

Dalle 18.00 alle 21.30 – Apertura al pubblico.
Dalle 18.30 – Seminario di degustazione “Indovina Chi? Degustazione alla scoperta delle diverse tipologie di Franciacorta”

Consorzio Franciacorta - logo

Il Consorzio Franciacorta è l’organismo che garantisce e controlla il rispetto della disciplina di produzione del Franciacorta, primo vino italiano prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad avere ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Il lavoro del Consorzio si articola in diverse attività: dalla tutela del marchio e del territorio, alla valorizzazione del prodotto attraverso un continuo lavoro sul disciplinare e sul regolamento di produzione; dall’informazione al consumatore fino alla promozione del Franciacorta quale espressione di un territorio, di un vino e di un metodo di produzione. Fondato il 5 marzo del 1990 ha sede a Erbusco, nel cuore della Franciacorta. Il Consorzio è presieduto da Vittorio Moretti e conta 116 cantine.  Nel 2016 l’export ha registrato un aumento del +15%. Il principale mercato si conferma il Giappone che ad oggi costituisce il 22% del totale, seguito da Svizzera che rappresenta il 15,2%. Interessanti le performance di crescita dei vari paesi: la Germania (13,2%) supera gli USA (12,4%) con una crescita di oltre il 24%, mentre il Giappone registra un ulteriore + 16%. Sorprendente il cambiamento in atto nei Paesi Scandinavi dove l’interesse verso Franciacorta è in netto aumento: la Norvegia riporta infatti un +249%, mentre la Svezia addirittura una crescita del 514% seppur su bassi volumi.

#DegustazionItineranti – Franciacorta Derbusco Cives 2010

#DegustazionItineranti – Franciacorta Derbusco Cives 2010
di Alessandro Serenellini

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Questa volta voglio provare a parlarvi di un vino proveniente da una regione vitivinicola che mi ha sempre incuriosito molto, sia per i suoi livelli qualitativi eccellenti, sia per la sua crescente valenza in campo di “bollicine”: la Franciacorta.

Siamo a Erbusco (Brescia), capitale morale della suddetta zona e luogo in sono situate le colline moreniche dove si coltivano quelle che, a detta di molti, sono le migliori viti per la produzione del FRANCIACORTA D.O.C.G.

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Derbusco Cives, Franciacorta Blanc de Blanc Millesimato 2010 (tiraggio ad aprile 2011 e sboccatura a novembre 2015), da 12,5° alcolici.

Il vino è commercializzato all’interno di una elegante champagnotta “a collo lungo” con etichetta e capsule molto curate; bottiglia pesante, importante e vetro impenetrabile, da cui possiamo capire che questo Brut 100% Chardonnay è stato pensato per l’invecchiamento. Del resto…come dargli torto…?

L’esame visivo riceve il massimo dei voti data la brillantezza del giallo paglierino con riflessi dorati e le numerose bollicine fini e persistenti.

Al naso è molto intenso, complesso, fine, con aromi fruttati di agrumi (pompelmo rosa in particolare), fiori gialli e qualche accenno di frutta estiva/esotica (albicocca/ananas). Una fragranza che ricorda la crema e la pasticceria in genere, terminando con un bel finale minerale e richiami di frutta secca.

16442959_10210262576194232_745014365_oIn bocca questo vino, secco, caldo, morbido, fresco, sapido, equilibrato, molto intenso, molto persistente, conferma l’impressione avuta con l’esame olfattivo, trasmettendo anche tutta la freschezza e la complessità che i Franciacorta sanno regalare, arrivando anche a raggiungere i livelli degli Champagne, facilmente riconoscibili dalla chiusura minerale, con forti richiami alle nocciole ed alle mandorle secche.

Il corpo robusto di questo prodotto va di pari passo con la sua armonia ed il suo stato evolutivo è maturo.

Non sono sicuro se la sua longevità possa essere ancora sfruttata, quindi consiglierei di berlo in tempi brevi, abbinandolo ad un bel primo allo scoglio (ricco di crostacei), un bel flan al formaggio Bagòss oppure semplicemente con del buon prosciutto crudo abbastanza salato.

E` un vino da occasioni speciali, di festa, quindi da gustare assieme a persone care e con almeno un paio di bottiglie minimo (soprattutto nel caso dell’abbinamento con pietanze piuttosto sapide).

Cin Cin!!

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Prosecco & Franciacorta…le bollicine made in Italy

If we talk about sparkly wine from Italy, everybody will think immediately to the Prosecco, but the noblest italian bubble, for sure, is the Franciacorta: the champenois method realized in the North of the Country. Recently I had an interesting tasting, when I could compare 2 authentic Prosecco and a refined Franciacorta. Three excellent examples of freshness…

In occasione delle festività pasquali, ho avuto modo di tornare in Italia per qualche giorno e finalmente sono riuscito a provare tre bottiglie che avevo da parte dalla scorsa estate, ma che, per via del mio trasferimento in Norvegia, non ero ancora riuscito ad assaggiare.

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  • Rive Della Chiesa Millesimo Extra Dry,
  • Rive Della Chiesa Asolo Prosecco Superiore DOCG,
  • Elisabetta Abrami Francciacorta DOCG Brut.

Purtroppo molto spesso capita di bere Prosecchi che, per restare su fasce di prezzo molto basse, sono corretti e gradevoli, ma del tutto incapaci di trasmettere emozioni e raccontare davvero qualcosa a chi li beve.

Non è il caso dei prodotti assaggiati in questa occasione.

IMG_20160321_153800Il “Millesimo” Vino Spumante extra dry è un blend di Glera (60%), Chardonnay (20%) e Pinto grigio (20%), provenienti da vigneti con e esposizione Nord – Sud, cresciuti su terreni rossi collinari tipici del Montello,
ad una altitudine media di 150 metri s.l.m.
Le viti hanno una densità di impianto di 2.500 ceppi per ettaro e la resa media/ha è pari a 150 quintali.
In cantina la fermentazione avviene in vasche d’acciaio inox ad una temperatura controllata di 14°C e dura 14 giorni.
Alcool: 11 %;
Zucchero residuo: 18 gr/l.

Bollicine piuttosto fini e persistenti.
Mela leggera e pompelmo sono i prinicipali profumi rilevabili al naso. Buona la persistenza e gradevole la freschezza in bocca.

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Il Prosecco Spumante Superiore extra dry Asolo Docg, leggermente più scarico nel colore rispetto al Millesimo, è prodotto con uve Glera al 100%, provenienti da un vigneto situato ad un’altezza di metri 250 s.l.m., con esposizione Est – Ovest.
Anche in questo caso le viti, di circa 20 anni di età, hanno una densità di impianto di 2.500 ceppi per ettaro, ma la resa media/ha è pari a 100 quintali.
Altra differenza è in cantina, dovela fermentazione si svolge sempre in vasche d’acciaio inox, ma ad una temperatura controllata di 16°C e per 60 giorni.
Alcool: 11 %;
Zucchero residuo: 18 gr/l.

Ha un naso forse meno intenso, ma più complesso, regalando anche una leggera nota floreale ed un pizzico di miele.

Questi sono esempi di Prosecco vero, autentico, che meritano rispetto e nulla hanno a che spartire con certe “acque frizzanti colorate” che (con pricing generalmente inferiore ai 3 euro a bottiglia) girano per “i peggiori bar di Caracas” e non solo…

Dulcis in fundo….

IMG_20160321_162309 Franciacorta DOCG Brut di Elisabetta Abrami, prodotto con uve biologiche, 80% Chardonnay; 20 % Pinot nero.
Questo metodo classico prevede un periodo di affinamento minimo di 18 mesi sui lieviti ed almeno altri 3 mesi di post degorgement.
Alcool: 12,5 %.

Un prodotto di personalità, meravigliosa espressione del metodo classico italiano. Al naso si sentono i lieviti che conferiscono la classica nota di crosta di pane.
Bollicina estremamente fine, persistente e numerosa.
In bocca il prodotto è corposo, quasi vellutato, fine e persistente.

Una bollicina con cui festeggerei volentieri un avvenimento importante (possibilmente assieme a persone in grado di apprezzare la qualità).

Giudizio complessivo: Vini da WinElite by CulturAgroalimentare.com

(Un ringraziamento speciale ad Angelo Caputo che ha fornito le bottiglie e a Luca Giampaolini e Marco Simonetti, con cui ho avuto il piacere di condividere questa frizzante degustazione)

Berlucchi….la bollicina di Franciacorta

Oggi facciamo un salto in Franciacorta per parlare di una delle sue aziende più rappresentative: Berlucchi

Berlucchi - ingresso

La sua produzione vede la luce nel 1961 quando escono le prime 3.000 bottiglie con il “metode champenoise franciacorta” e nel 1968 si comincia ad avere un’affermazione importante con la nascita della DOC Franciacorta.

Tale nome deriva dal fatto di essere una “zona franca” da dazi monetari, ma sulla quale gravava “solamente” la decima papale.
In questo territorio oggi si producono milioni di bottiglie, potendo contare su 116 produttori aderenti al consorzio di tutela.

Berlucchi dispone di una superficie vitata di circa 500 ettari (100 di proprietà e 400 di soci conferitori) e produce circa 4,5 milioni di bottiglie all’anno (processando circa 17 milioni di bottiglie ogni anno…).
I sistemi di allevamento sono il cordone speronato ed il guyot, con una densità di 10.000 ceppi per ettaro ed un sesto di impianto di 1,20×80.

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I vitigni coltivati sono principalmente Pinot nero e Chardonnay, vendemmiati 10 giorni prima della fase tecnologica di vendemmia, per mantenere una buona presenza di acidi nel mosto.

La prima fermentazione dura 7 gg e permette di ottenere una base alcolica di 10-10,5 gradi.
Ora si imbottigliano i vini con il liqueur de tirage contenente i lieviti per la rifermentezione per far avvenire la presa di spuma: si sviluppa CO2 e alcol (+1,5 gradi).
Questa fase deve durare, per legge, almeno 18 mesi, durante i quali avviene il remuage meccanico tramite enormi giropallet.

E’ in questi mesi di maturazione che il vino acquisisce aromi e profumi sempre più complessi e piacevoli.

Una volta che le bottiglie sono arrivate in posizione verticale con il tappo verso terra si può procedere alla sboccatura: i lieviti sul tappo vengono ghiacciati e rimossi assieme ad una minima parte di prodotto. A questo punto si aggiunge il liqueur d’expedition contenete una quantitaà di zuccheri tale da determinare la classificazione del prodotto finale (come pas dose, brut, extra brut, ecc…).

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Questo è sicuramente uno dei prodotti simbolo dell’Italia all’estero ad anche se la sua produzione è, necessariamente, piuttosto “industrializzata”, teniamo sempre a mente quanto impegno ed energia sono racchiuse in quelle stupende bollicine che solleticano il nostro palato in tutte le occasioni di festa…e non solo!!

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Come sempre, altre foto di questa visita, sulla nostra pagina facebook….

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