Oslo Vinfestival 2017 – Settima edizione

Si è appena conclusa una sontuosa tre giorni di “immersione” nel mondo del Vino qui ad Oslo, per la settima edizione dell’Oslo Vinfestival, manifestazione che sta crescendo di anno in anno, coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende, importatori, addetti ai lavori, curiosi, appassionati e sommelier.

Dal 3 al 5 Febbraio, il quartiere di Tjuvholmen è stato il cuore pulsante della Oslo che ama il vino, con una bella esposizione di vini da tutto il mondo, nelle giornate di venerdì e sabato, e con un’avvincente competizione per decretare il miglior sommelier della Scandinavia, domenica pomeriggio.

Una ghiotta occasione per numerosi importatori di promuovere alcuni dei loro vini presenti all’interno del Vinmonopolet e un’ottima opportunità per fare un po’ il “giro del mondo” senza doversi spostare dal cuore di Oslo.

Ecco la lista di tutti i produttori che sono stati proposti durante le prime due giornate di manifestazione:

img_20170204_183042Bache Gabrielsen Cognac
Roland Champion Champagne
Domaine Jean Touzot (Macon Village)
Meleto (Chianti Classico)

Moet & Chandon

Campo Viejo
Pazo de Villarei

Louis Roederer (Champagne)
Abbazia (Prosecco)
Delapierre (Cava)
Fresita (Chile)
Philipp Kuhn (Germany)
Charles Smith Wines (Washington)
Zonnebloem (South Africa)
Casal Garcia (Vinho verde doc)
Ravenswood (California)
Cave de Turckheim (Alsace)
Finca Manzanos (Rioja)

img_20170204_181720Villa Borghetti (Valpolicella)
Cecilia Beretta (Valpolicella)
Speri (Valpolicella)
Lorenzo Nifo Sarrapocchiello (Ponte – BN – Italy)
André Brunel (Cotes du Rhone)

Bodega Faustino (Rioja)
Recorrido Itata (Chile)

Dr. Henry John Lindeman (Australia but with a Puglia IGT red wine too)
Penfold Wines Road Magill SA (Australia)
Matua Wines (New Zeland)
Henri Bourgeois (France)
Clos Henri (New Zeland)

Barefoot cellars (Modesto, California)
Miguel Torres (Spain)
Reh Kendermann GmbH Weinkelkerei, Black tower (Germany)

André Delorn (France)
Henriot (France)
Domaine William Fevre (France)

Huber-Verderau (France)img_20170204_174902
STK Gutsabfullung Sattlerhof GmbH (Austria)
Lalama Dominio Do Bibei (Spain)
Barone Ricasoli (Italy)
Alamos (Argentina)
Dr. Loosen (Germany)

Masi Agricola S.p.A. (Italy)
Odfjell Vineyards Padre Hurtado (Chile)
Lagar de Fornelos (Spain)
Espelt Viticultors (Spain)
Bodegas Gran Feudo (Spain)
Bodega Santa Julia (Argentina)
Wongraven wines (Italy)
Miopasso Italia The Wine People Srl
Von Winning Gmbh
Marchesi Carboni (Campania)
Blanc Foussy (France)

img_20170203_180401Chateauneuf-du-pape (vaucluse) (France)
Laroche
Pietro di Campo (Italy)
Francois Lurton (France)
Zanni Valpolicella (Italy)

Jose Maria da Fonseca (Portugal)
Bottega Spa Godega di Sant’Urbano (Italy)
Priocca da Ricossa (Italy)
Gabriel Meffre (France)
Banfi (Italy)
Vinergia (Spain)
Georg Breuer (Germany)
Castellblanch sau (Spain)
Old coach road (New Zealand)
Viña Cono Sur (Chile)

E. Michel (France)
Bodega Argento (Argentina)
Altareggia (Italy)
Baron Aimé (France)
Foucher (France)
Chioccioli (Italy)
Giannoni Fabbri (Italy)
Charles & Charles (Washington)

La Monacesca (Italy)
Loxarel (Spain)
Musella Agricola (Italy)img_20170203_191431
Jaffelin (France)
Domaine Jean Monnier & Fils (France)
Schwedhelm (Germany)
Veuve Ambal (France)

Bodegas Bentomiz (Spain)
Scarzello Giorgio e Figli (Italy)
Mas conscience (France)
Boffa (Italy)
Petrucca e Vela (Italy)
Capuano Ferreri (France)
Laderas de Cabama (Spain)
Quinta do Portal (Portugal)

Bodega Mustiguillo (Spain)
Matsu (Spain)
Siegrist (Germany)

Sicuramente l’anno prossimo bisognerà pensare ad uno spazio ancor più grande per ospitare sia gli espositori che il pubblico, sempre più numeroso.

img_20170203_184408Personalmente ho avuto il piacere di ritrovare prodotti di aziende che già conoscevo (“La Monacesca” delle Marche e l’abruzzese “Villa Reale”), ma anche di scoprire qualche interessante Champagne (su tutti “E. Michel”) ed un eccellente Moscatel de Setubal Portoghese (“Josè Maria Da Fonseca”).

All’interno del Latter, sempre ad Aker Brygge, invece, Domenica 5 si è tenuta la giornata conclusiva della manifestazione, durante la quale altri produttori vitivinicoli hanno esposto i propri prodotti, in attesa degli eventi clou del festival: le competizioni per decretate il miglior sommelier junior ed il miglior sommelier senior della Scandinavia.

Ho assistito con piacere alla competizione dei Senior, che ha visto anche un italiano (Fancesco Marzola) in gara e proprio nella rosa dei tre finalisti.

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Per prima cosa, uno alla volta, i sommelier hanno dovuto assaggiare 5 vini, riconoscerli e trovare il “punto comune”. Nella fattispecie, si è trattato di 5 diversi Sherry, quindi il punto comune era proprio legato alla tipologia e provenienza di questa speciale tipologia di vini.

La seconda prova consisteva nel leggere una carta dei vini che riportava diversi errori, legati all’annata, alla tipologia di vino o alla sua provenienza geografica ed individuarli.

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Terza prova: il servizio. Una tavola con 5 commensali che richiedono un menù francese e dei vini, uvaggio bordolese, provenienti da tutto il mondo…meno che dalla Francia. Mentre ogni sommelier esponeva le sue proposte, la leader della tavolata estraeva una bottiglia proveniente dall’Argentina, chiedendo al sommelier di illustrarla e servirla, mediante il decanter. Successivamente, bisognava indicare un caffè adatto alla chiusura del pasto ed un’altra bevanda: due sommelier su tre hanno suggerito un tè giapponese, mentre il terzo ha proposto uno whisky. Per concludere, i commensali hanno richiesto anche il suggerimento di un sigaro ed il servizio dello stesso. E’ in questo momento della competizione che si sono raggiunti momenti anche esilaranti, data la difficoltà che alcuni dei partecipanti hanno avuto nel riuscire ad accendere il sigaro stesso.

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Successivamente, i sommelier sono stati messi alla prova, stavolta in contemporanea, con una serie di quiz: 20 domande sono state proiettate sul maxischermo ed i nostri finalisti, in pochi secondi, hanno dovuto fornire la loro risposta, scrivendola su di una lavagnetta da mostrare ai giudici.

L’ultima prova, è consistita nel servizio di una bottiglia magnum di spumante Ferrari, da utilizzare per riempire una serie di coppe, proprio come se si fosse ad un matrimonio o ad un ricevimento.

Ecco di seguito il video di questa fase della finale…

Purtroppo per noi italiani, il nostro connazionale non è riuscito ad andare oltre una, comunque ottima, terza posizione. E’ stato il norvegese Simon Zimmermann, del ristorante Happolati di Oslo, a trionfare, dimostrando grandissima competenza, ma anche simpatia e brillantezza in fase di servizio.

Prima della premiazione dei “sommelier senior” è stato dato spazio anche alla premiazione dei “sommelier junior”, che si erano dati battaglia nel primo pomeriggio.

Come sempre, sulla nostra pagina Facebook trovate anche l’album con tutti i migliori scatti (oltre 100!!) di questa tre giorni “divina”…non perdeteli!!!

Verdicchio VS Chablis…

Il 9 marzo scorso, in occasione della 23esima edizione di Tipicità ho avuto il piacere di assistere ad una grande sfida: “il Verdicchio lancia il guanto allo Chablis“.

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Relatori:
– Stefano Isidori (Sommelier AIS, moderatore dell’incontro),
– Aldo Cifola (Az. Monacesca),
– Gianluca Garofoli (Az. Garofoli),
– Gualberto Compagnucci (Gran Maestro Sommelier AIS).

Lo Chablis: il bianco francese più blasonato al mondo. Il Verdicchio: il bianco italiano più votato dalle guide.”

Lo Chablis viene realizzato nella regione della Yonne-Chablis, a nord della Borgogna, vicino a quella alla zona dello Champagne. Si tratta di un paesaggio particolarmente affascinante, oltre che vocato a produzioni di qualità, con tanti piccoli villaggi situati su colline a degradare. Il vigneto dello Chablis si estende per circa 20 km in lunghezza, 4-5 in larghezza, senza interruzioni. Dal punto di vista geologico, il primo strato di terreno é costituito da sabbia, argilla e marne, il secondo strato da calcare e gesso e, infine, l’ultimo strato è composto da calcare argilloso e kimmeridgiano. (nota: Kimmeridge è materia organica costituita da fossili di ostrica. Si tratta di elementi fossili ricchi di minerali che danno sentori di selce o pietra focaia).
Sette grand cru, filari stretti e bassi: niente trattori, ma solo cavalli da tiro; inverni lunghi e freddi….viticoltura quasi estrema.
Lo Chablis é uno dei vini in assoluto più acidi e fa barrique proprio per ammorbidirsi. Vitigno: Chardonnay. Inizialmente si usavano le foillet: piccole botti da 131/132 litri e solo successivamente si è passato ad utilizzare le barrique e i tonneau.

Abbinamenti: piatti fini, ma soprattutto particolarmente grassi, proprio in funzione della sua acidità. Dalle ostriche, al salmone, dai crostacei, all’agnello, ai formaggi…

Il documento più antico che parla di Chablis risale al 510 d.C. Si tratta di un vino che è riuscito ad entrare già da tempo nelle grandi Maison e si è costruito la sua fama nel tempo. Per entrare nel club dei grandi produttori bisogna rispettare i crismi della filosofia produttiva dei secoli precedenti, pur confrontandosi col mercato globalizzato di oggi.

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Le Marche sono la seconda ragione più collinare d’Italia dopo l’Umbria e perciò godono di un microclima particolare e caratteristiche del suolo uniche, per via di una spinta tettonica che ha fatto alzare il suolo, laddove prima c’era il mare. L’escursione termica, inoltre, conferisce una maggior presenza di aromi e profumi primari.

Tre areali di produzione per il Verdicchio:
– sponda sinistra dell’Esino: Montecarotto, Castelplanio,
– sponda destra: più giovane, geologicamente parlando,
entrambe per la produzione del Verdicchio di Jesi;
– zona di Matelica.

Radon: polvere cosmica che ricade sui vigneti, conferendo una maggior mineralità.

Abbinamenti: vino equilibrati e sapidi, che si sposano bene coi paccheri allo scoglio, lo stoccafisso all’anconetana, grigliate di mare, fritti misti di carne e pesce, carbonara, olive ascolane, fino ai grandi formaggi e salumi.

“Il vino è storia e immagine di una tradizione e la forza del Verdicchio – ha voluto ricordare Alberto Mazzoni, presidente dell’IMT – è legata alle aziende ed agli uomini che le guidano. Stare insieme senza oscurare il vicino: 5 aziende hanno l’80% del territorio mentre le altre 90 hanno solo il 20%. Il Verdicchio è il vino più imbottigliato delle Marche: 18 milioni di bottiglie per 2.200 ettari di vigneti.”

E’ intervenuto poi Gianluca Garofoli (della più antica casa vitivinicola delle Marche), parlando dell’importanza della sperimentazione costante in vigneto ed in cantina, della passione e della ricerca che ha permesso di arrivare dove si è oggi, grazie anche all’opera di promozione che, tra produttori congiunti, consente di arrivare sempre più in alto. Per ottenere maggior successo, però, bisogna arrivare al consumatore, facendogli capire che il vino bianco italiano non è solo un prodotto da bere giovane…
L’Italia all’estero è ancora vista come pinot grigio da 6,99/9,99 dollari a bottiglia.
Quando nel 1981 Garofoli ha proposto sul mercato il “Macrina”, ha segnato un passaggio importante per il Verdicchio della propria cantina, cominciando ad impostare un prodotto capace di invecchiare in barrique. Dieci anni dopo, col “Podium”, si è dato vita ad un Verdicchio capace di resistere nel tempo, ma senza l’uso di barrique.

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E’ stata poi la volta di Aldo Cifola che ha voluto parlare dell’importanza del territorio come rappresentazione del prodotto che si affina negli anni, solo grazie all’esperienza. Lo sviluppo tecnologico non può prescindere, soprattutto per prodotti di qualità media, mentre per i top di gamma è bene fare un uso sempre mirato della tecnologia, sfruttando competenze aggiornate, per fare meglio ciò che si deve fare mantenendo sempre fede alla tradizione.
Matelica ha delle caratteristiche particolari: un Verdicchio che deve fare la Malolattica. Bisogna aspettare, quindi, il ritorno di una temperatura di almeno 20 gradi, che “costringe” i produttori a far “maturare” il vino su fecce fini, altrimenti si avrebbe un Verdicchio “di montagna”, troppo rustico.
Ci sono dei tratti (calcare, sali di potassio), legati alla natura geologica e pedologica del matelicese, che segnano il vino, rendendolo minerale e salato, con caratteristiche aromatiche particolari, che emergono con l’invecchiamento e che difficilmente lo Chardonnay riesce ad esprimere.
Miro era il soprannome del padre di Aldo Cifola e proprio da questo soprannome è nato il nome “Mirum”, riserva nata nel 1988 per festeggiare i 25 anni dell’azienda.

Un’iniziativa che ha fatto davvero apprezzare i nostri prodotti, che nulla hanno da invidiare ai tanto blasonati francesi, pur uscendo sul mercato con un pricing decisamente differente…

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Nella degustazione, infatti, lo Chablis “ha mostrato i muscoli” solo quando si è trattato di sbicchierare una riserva, capace di esprimere equilibrio ed armonia sia al naso che in bocca.

La sala intera, al di là di inutili campanilismi, ha decretato la vittoria del “Made in Italy”. Bisogna credere e puntare sempre di più nel nostro Verdicchio, un cavallo di razza per affrontare e vincere la sfida sui mercati internazionali!!

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Verdicchio di Matelica – Az. La Monacesca

Data degustazione: 22 giugno 2014
Vino: Verdicchio di Matelica

Azienda: La Monacesca

Titolo alcolometrico: 13,5° alc.

Annata: 2012

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Esame visivo:

– Limpidezza: brillante,
– Colore: giallo paglierino leggermente scarico,
– Consistenza: abbastanza consistente.

Esame olfattivo:

– Intensità: abbastanza intenso,
– Complessità: complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: floreale (glicine, mandorla), erbaceo, vinoso.

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: caldo,
– Polialcoli: abbastanza morbido,
– Struttura/Corpo: di corpo,
– Acidità: fresco,
– Tannicità: assente,
– Sostanze minerali: sapido,
– Equilibrio: equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza: persistente,
– Qualità: fine,
– Osservazioni: un’acidità importante che non stanca e lo rende ottimo per risotti mantecati con funghi, ma anche primi piatti bianchi a base di pesce ed antipasti caldi e freddi. Interessante anche con formaggi di media stagionatura.

Antipasto

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: pronto,
– Armonia: armonico,
– Mio voto in centesimi: 83